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Da Macao, dove l'Inter affronterà oggi in amichevole il Paris Saint Germain per l'International Champions Cup, ha parlato uno dei volti nuovi rispetto alla stagione, il difensore centrale Diego Godin. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'uruguaiano ha spiegato i motivi della sua scelta dopo l'addio all'Atletico Madrid: “Si sono fatti vivi per primi e nettamente con più decisione rispetto ad altri club. Mi hanno illustrato il progetto: è ambizioso, come me. E mi piaceva l’idea di farne parte e di poter aiutare l’Inter a realizzarlo. Un anno fa c’era stata la Juve, il Manchester United, in passato pure il City. Ma in quel momento avevo un contratto in vigore con l’Atletico, non pensavo di andar via. Stavolta è stato differente, ero in scadenza. Ma posso dire che nessun club mi aveva convinto come è riuscita a fare l’Inter”.

Una prima opinione su Conte: “Mi ricorda moltissimo Simeone. Vivono il calcio con la stessa passione, sono attenti ai dettagli, tirano fuori il massimo dai ragazzi che allenano. Conte in particolare mi sembra un tipo molto concreto: sa quel che vuole, va dritto al punto, per un giocatore è l’ideale. Simeone mi ha parlato tanto dell'Inter, ci siamo confrontati, mi ha detto che era la squadra più grande che aveva mai conosciuto, con tifosi passionali”.
Sugli obiettivi personali: "Mi piacerebbe giocare un'altra finale di Champions League. Conosco bene il cammino, so che è molto difficile. Però è un sogno che tengo ben presente”. E su Cristiano Ronaldo: “Con lui non è un fatto tecnico, ma di testa, di concentrazione.  Per 90 minuti non puoi mollare un secondo, perché è quel secondo che a lui basta per segnare. Il suo gesto dopo Juve-Atletico? All'andata, preso dalla tensione, Simeone ne fece uno simile ma rivolto ai nostri tifosi, mentre quello di Ronaldo fu diverso. Una mancanza di rispetto verso la gente”.