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Dici Andrea Pirlo e dici regia, organizzazione di gioco, visione totale del campo, intuizione nel passaggio, nel lancio, nell'assist vincente. È tutto questo e molto altro ancora Andrea Pirlo, nato a Brescia il 19 maggio 1979. 

La prima parte della carriera di Pirlo è al Brescia, fra il 1994 e il 1998: esordisce in Serie A a 16 anni e due giorni e in totale in questo periodo disputa 49 partite fra Serie A e B, segnando 6 reti e giocando come centrocampista avanzato o trequartista.

Si accorge di lui l'Inter, che nell'estate del 1998 lo acquista.  L'esperienza nerazzurra per Pirlo non è fra le più felici: nella stagione 1998-99 gioca 32 partite fra Serie A, Coppa Italia e Champions League, partendo spesso dalla panchina e senza mai segnare. Nella stagione successiva, 1999-2000, l'Inter lo cede in prestito alla Reggina, nella quale Pirlo disputa un'ottima stagione, raccogliendo 30 presenze e 6 gol fra Serie A e Coppa Italia. Così, nel 2000-2001, il centrocampista bresciano fa ritorno all'Inter, dove però l'esperienza è ancora peggiore della precedente: dopo aver totalizzato 8 gare fra settembre e gennaio, all'inizio del 2001 Pirlo viene di nuovo ceduto in prestito al Brescia. Fra gennaio e aprile, prima di un infortunio, gioca 10 partite e il tecnico Carlo Mazzone ha la felice intuizione di arretrare la sua posizione da trequartista a regista di centrocampo, alle spalle di Roberto Baggio, anticipando quello che sarà il ruolo definitivo di Pirlo.

Nell'estate del 2001, arriva la svolta decisiva nella carriera di Andrea Pirlo: il trasferimento dall'Inter al Milan, per 35 miliardi di lire, cifra pagata in parte con il passaggio di Dražen Brnčić in nerazzurro. Dieci anni di Pirlo in rossonero, dieci anni di epopea. Con il Milan, Pirlo colleziona 401 presenze, segnando 41 gol e vincendo tutto: due scudetti, due Champions League, un Mondiale per club, due Supercoppe Europee, una Coppa Italia e tre Supercoppe italiane. In questo decennio, Pirlo si afferma come uno dei migliori registi di centrocampo in assoluto a livello mondiale, se non il migliore. Insieme a Seedorf, Gattuso e Kakà, nel Milan fa inoltre parte di uno dei reparti di centrocampo più forti nella storia del calcio italiano e internazionale, guidato in panchina da Carlo Ancelotti.

Nel 2011, giunto in scadenza di contratto con il Milan, Pirlo rifiuta la proposta di rinnovo annuale offerta dai rossoneri e firma un contratto triennale con la Juventus. E inizia una nuova grande avventura: anche con i colori bianconeri, Pirlo si impone come guida e riferimento in mezzo al campo, vincendo nelle prime due stagioni due scudetti e due Supercoppe italiane e disputando, nel 2011-12 e 2012-13, 86 partite con 8 gol all'attivo.

Anche la carriera di Pirlo con la maglia della Nazionale italiana è ricca di successi. Con gli azzurri, Pirlo è stato campione del mondo nel 2006, quando ha vinto anche il Pallone di Bronzo, vice-campione d'Europa nel 2012 e terzo alla Confederations Cup del 2013. Inoltre, ha conquistato il bronzo alle Olimpiadi del 2004 e ha vinto, con l'Under 21, il titolo europeo nel 2000. Con 104 presenze (fino a settembre 2013) è quinto nella classifica di presenze nella Nazionale di italiana e con 46 partite è primo nella classifica di presenze nella Nazionale Under-21.

Palmares:

Club: 
4 Campionati italiani (2003-04, 2010-11, 2011-12, 2012-13)
1 Coppa Italia (2002-03)
3 Supercoppe italiane (2004, 2012, 2013)
1 Campionato italiano di Serie B (1996-97)
1 Torneo di Viareggio (1996)

2 Champions League (2002-03, 2006-07)
2 Supercoppe europee (2003, 2007)
1 Mondiale per club (2007)

Nazionale: 
1 Mondiale (2006)
1 Europeo Under-21 (2000)
1 Bronzo olimpico (2004) 

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