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Gomorra 4 è finita da appena una settimana, ma la febbre per la quarta stagione della popolare serie televisiva trasmessa da Sky Italia non accenna assolutamente a placarsi, anzi: i fans aspettano già con trepidazione il film "L'Immortale" che vedrà protagonista Marco D'Amore, alias Ciro Di Marzio, nel mese di dicembre, e la quinta stagione di Gomorra. Calciomercato.com ha voluto fare quattro chiacchiere con uno dei nuovi personaggi della quarta stagione, l'innesto più amato e d'impatto di Gomorra 4: Gianni Parisi, alias Don Gerlando Levante, lo spietato zio del protagonista Gennaro Savastano, grande appassionato di calcio e tifosissimo del Napoli. 


Parisi, è contento della stagione del suo Napoli?

"Io non sono rimasto deluso, anzi... Certo, la squadra di Sarri mi entusiasmava. Il suo operato è stato grande, è un allenatore di cuore che ci ha condotto a due secondi posti. Lo stesso che ha fatto Ancelotti quest'anno, arrivando comunque ai quarti di finali di Europa League"


Alcuni tifosi però pretendevano di più...
"E' vero. Ma non si può imputare tutto all'allenatore, a questa squadra mancano alcuni tasselli importanti. L'arrivo di Ancelotti è stato qualcosa di importante non solo per la squadra, per la città di Napoli. Potrei essere deluso l'anno prossimo se le cose andranno peggio o come quest'anno, ma una stagione di assestamento mi sembra il minimo."


Come valuta il bilancio dell'era De Laurentiis?
"Straordinario. Io ho penato per il Napoli, sono tifoso da quando ero piccolo. E' vero, abbiamo vissuto l'epoca di Maradona che è stata fantastica, ma anche sofferto tanto. Io mi ricordo il Napoli prima di Maradona, ricordo la prima volta al San Paolo: il manto verde di quel prato mi esaltava. Ho sempre sostenuto anche una squadra che non ha dato grandi soddisfazioni. Poi è arrivato DIego, ma quella squadra con Careca e Giordano poteva vincere molto di più di quello che ha fatto"


Cosa è mancato?
"La gestione della vita privata di quel Napoli doveva essere migliore, dovevamo essere tutti più attenti. Noi napoletani siamo fantasiosi ma poco concentrati. Per questo ritengo magnifico il decennio di De Laurentiis, ci sono state tante soddisfazioni un anno dopo l'altro: ogni anno abbiamo centrato l'Europa"


In Italia però domina la Juve, che ha un CR7 in più.
"Il nostro top player è Ancelotti, quando con il mercato riusciremo a mettere a punto la rosa saremo a livello della Juve"


Chi prenderebbe?
"Servono due esterni e un attaccante. Mi piacerebbe Icardi, con Milik formerebbe una coppia da scudetto. Poi un centrocampista centrale e un difensore centrale, per quanto riguarda i terzini siamo a posto"


Qual è il più grande rimpianto degli ultimi anni?
"Duvan Zapata, è l'unico rimprovero che posso fare a Sarri. Non doveva farlo partire. Per il resto ho solo parole d'amore, da tifoso: fare 91 punti senza vincere lo scudetto, la Juve ci ha sofferto"


Addirittura?
"Trovo che non sia stato il Napoli a rispondere con Ancelotti all'ingaggio da parte della Juve di Ronaldo. E' stata la Juve a dover rispondere al Napoli di Sarri con CR7"


In questi giorni abbiamo assistito al trionfo del calcio inglese, con 4 finaliste su 4 tra Champions ed Europa League. Cosa pensa del calcio italiano in questo preciso momento storico?
"Penso che dobbiamo imparare dal calcio europeo, da quello inglese in particolare: ci mancano il loro impegno, i loro talenti, la loro gestione dello sport"


Che cosa in particolare?
"La legge sugli stadi, le carriere sportive da preservare e incentivare come quelle artistiche. Da noi non si è premiati, a differenza che in tanti altri paesi europei. Vado spesso a Londra ed è delizioso assistere alle partite dallo stadio, così come andare a teatro. Le strutture sono stupende. Sono un appassionato sostenitore dei musical inglesi: ho visto quattro volte "Les miserables", "Cats", "Jesus Christ superstar". La stessa cosa deve valere nel calcio"


In che senso? 
"Bisogna avere una forza politica che sostenga arte e sport, noi sembriamo una bottega improvvisata. C'è la prima della classe e poi arrivano le altre: al di là della Juve, il mio rammarico è per uno sport vissuto male, così come l'arte. L'Italia è un museo a cielo aperto, abbiamo tante bellezze ma dobbiamo elemosinare per quelle degli altri. Un esempio palese è proprio il musical, che poi abbiamo inventato noi in Italia come melodramma ma non abbiamo saputo sfruttare"


E nello sport?
"Non sosteniamo le cose che abbiamo. Siamo un piccolo paese quattro volte campione del mondo, ma il calcio da noi sembra essersi fermato".


Parliamo di Gomorra. Il suo personaggio, Don Gerlando Levante, è stato uno dei più amati nella quarta stagione, nonostante fosse nuovo. Come se lo spiega?
"Faccio l'attore da 40 anni, sono nato a San Giorgio a Cremano, un paese alle porte di Napoli, e ho amato e lavorato per il teatro sin da piccolo. Poi è diventata una professione, ma io provo amore per tutto quello che faccio. Ho affrontato Gomorra con grande impegno e grande interesse. Appena mi hanno proposto il ruolo mi sono innamorato di don Gerlando"


Come si è preparato?
"Il ruolo doveva essere mio, dovevo sentirmelo addosso. L'ho lavorato, sono andato a trovare tante persone in campagna e nell'entroterra vesuviano: Don Gerlando rappresenta una camorra antica, sviluppatasi intorno al 1800 per la mancanza dello stato. Questi personaggi facevano il bene dei contadini per alleviare le loro pene"


Non è finita bene.
"No, è stato un esperimento sociale sfociato in cose becere, assurde e criminali. Si tratta di una moralità strana ma al contempo affascinante, che ho voluto portare in scena. Il personaggio di Gerlando me lo tengo stretto"


E' stata dura?
"Ci ho messo un anno per prepararlo, ho voluto che fosse il personaggio più interessante che potessi: cattivo al punto giusto, mistico al punto giusto"


L'accoglienza è stata ottima.
"La gente mi attribuisce un riconoscimento che non mi aspettavo, sono grato a tutti gli spettatori perché è stato un lavoro  molto duro"


Cosa hanno in comune Gianni Parisi e Don Gerlando?
"Possiamo dire che Don Gerlando sia l'esatto contrario di Gianni Parisi: ho cercato di lavorarci e di renderlo il più credibile possibile. Sono felice di aver lavorato con Cristina Comencini, Marco D'Amore e tutti gli altri registi"


La soddisfazione più grande ricevuta?
"Giusto qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio da Ivan Casagrande, il direttore della fotografia del primo regista di Gomorra, Stefano Sollima. Mi ha detto che ho lasciato il segno"


Parliamo dei progetti futuri.
"Da stasera sarò tre giorni al Teatro Augusteo di Napoli per "Scacco Matto", spettacolo teatrale con Lucio Pierri e Claudia Mercurio. Uno spettacolo divertente, anche se io  nasco come attore serio e di teatro impegnato. Ho lavorato con Mario Merola e il grande Massimo Troisi"


Che tipo di spettacolo è?  
"A me piace il teatro leggero, è una farsa molto divertente"


Altri progetti a lungo termine? 
"Riprenderò lo spettacolo con Sal Da Vinci e ho in programma altre cose per la televisione. Anzi, ti do un'esclusiva..."


Quale?
"Sarò presente nel nuovo film di Cristian De Sica, con cui ho già lavorato ne "Il principe abusivo". Siamo rimasti in rapporto di amicizia e mi ha fatto una proposta che non mi aspettavo: lo farò"


Ha grande entusiasmo.
"Il mio è un lavoro che fa sognare, un tipo particolare di divertimento per le serie. Non è un caso che in inglese recitare si traduca con "to play" e in francese con "jouer", giocare. E' un divertimento di grande responsabilità. A 61 anni, mentre molti coetanei si ritengono in pensione, io non ho nessuna voglia di fermarmi"


@AleDigio89