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Tutto sbagliato, tutto da rifare. E da riscrivere. Per la gioia dei miei detrattori e, soprattutto, dei tifosi juventini, non ci ho azzeccato nemmeno questa volta. Il derby d’Italia l’ha vinto la Juventus (2-1), ma quel che vale di più è che l’ha fatto con pieno merito, ovvero schiantando l’Inter sul piano del pressing e dominandola in quello delle occasioni. Se il risultato di San Siro è la mia sconfitta, esso è anche e certamente la vittoria di Sarri. Non perché io sia lontanamente accostabile a lui, ma perché, al contrario di quel che tutti pensavano, la Juve di San Siro è stata completamente sua per come ha giocato, palleggiato, aggredito, dialogato sullo stretto.

Il bello è che si è allargata in tutta la sua ampiezza pur essendo senza ali. Grande partita, solenne vittoria. Oltre ai gol di Dybala e Higuain, allo strapotere juventino vanno ascritti un gol annullato (bellissimo) per questione di centimetri e una traversa di Cristiano Ronaldo. L’Inter è stata tutta nel rigore trasformato da Lautaro Martinez, in un tiro deviato sul palo esterno di Vecino (subentrato all’infortunato Sensi) e in un’uscita provvidenziale di Szczesny sempre sull’uruguaiano. Sarebbe anche potuto uscirne un pari, ma non sarebbe stato giusto.

La Juve c’è stata per tutta la partita, l’Inter neanche per un tempo, il primo
. Altra considerazione che depone a favore della limpidezza del successo bianconero: l’arbitro Rocchi è stato palesemente casalingo. Non mi riferisco, ovviamente, al rigore concesso per il fallo di braccio di De Ligt (ha visto benissimo), ma alla gestione delle ammonizioni: i primi due cartellini gialli agli interisti (Vecino e Barella) sono stati assegnati all’88’ e al 90’. Manca almeno un altro cartellino a Skriniar e uno a Brozovic. Dubbio, ma neanche poi tanto, un intervento di Godin su Dybala che l’aveva saltato in area. Per me doveva starci il rigore.

Tuttavia è lapalissiano che vincere come ha fatto la Juve sia sicuramente più salutare. Quando il campo parla in maniera inequivocabile, anche il più agguerrito tra gli avversari deve riconoscere la forza dei trionfatori. Io lo faccio, altri non credo. Sarri ha avuto ragione su tutto. Sia a scegliere Dybala da accoppiare a Ronaldo, sia a inserire Higuain (per Bernardeschi) e Emre Can (per lo stesso Dybala) negli ultimi venti minuti. Avrebbe voluto prendere i tre punti con Bernardeschi trequartista. Poi ha pensato di farlo mettendo Dybala dietro a Cristiano e Higuain. Ma il realismo lo ha portato a fare bottino pieno con il 4-4-2 ed Emre Can in mezzo al campo. C’è da dire che l’allenatore della Juve aveva anche sostituito Khedira con Bentancur e che, al contrario del solito, l’uruguaiano è stato decisivo. Suo, infatti, l’assist che ha smarcato Higuain davanti ad Handanovic e ha deciso la partita (80’), anche se tutta l’azione, composta da una serie innumerevole di passaggi, è un prodotto marchiato Sarri. Importante, nella fattispecie, anche il tocco di Ronaldo che ha innescato Bentancur.

La Juve era passata in vantaggio quasi subito (4’) con Dybala, imbeccato da un lancio sapiente di Pjanic. Sul suo sinistro forse Handanovic non è stato propriamente reattivo, ma c’è da dire che il pallone è passato fra le gambe di Skriniar, colpevole di farsi battere in velocità e nell’uno contro uno. La partita si sarebbe potuto indirizzare ancor più precisamente se Ronaldo (8’), avesse trovato la porta, anzichè la traversa, mentre l’Inter, dalla quale mi aspettavo una partenza travolgente, era lenta, imballata e imprecisa.

Il rigore di de Ligt, per un fallo di braccio in anticipo su Lautaro, è venuto del tutto fuori contesto, ma il pareggio (18’) ha dato un po’ di fiato ai nerazzurri e tolto (momentaneamente) lucidità sia a Bonucci (che ha permesso a Lautaro di concludere), sia a Szczesny (che ha servito Pjanic per ripartire dal fondo mentre il bosniaco stava guardando da un’altra parte).

La sfida si è decisa forse con l’uscita di Sensi, infortunato, e l’ingresso di Vecino. L’Inter che avrebbe voluto rubar palla per ripartire, ha finito per non vederla più e la Juve ha avuto due occasioni per tornare in vantaggio. Sulla prima (tiro centrale di Ronaldo su assist di Dybala) ci ha messo una pezza Handanovic, sulla seconda (ancora assist di Dybala con mezzo piede in fuorigioco e conclusione di Ronaldo da centro dell’area), il Var ha prontamente corretto Rocchi. Mancavano cinque minuti all’intervallo e all’Inter sarebbe caduta in testa la partita.

Chissà perchè Conte non ha tolto Godin, in grande difficoltà, già all’intervallo, ma dopo nove minuti della ripresa, per inserire Bastoni. Fatto sta che, pur ad un ritmo più sincopato, i tentativi (Dybala) e i tiri (Ronaldo) sono stati sempre quelli della Juve.

I cambi di Sarri, ma anche la qualità della panchina, hanno determinato l’esito finale. Bentancur, Higuain ed Emre Can hanno pesato più di Vecino, Bastoni e Politano. Ci fosse stato Sanchez, avrebbe forse dato una mano a Lukaku, stretto nella morsa tra Bonucci e de Ligt. Ma Conte di più non poteva fare. Il passo indietro rispetto a Barcellona (dove Lukaku era assente) è stato netto e la sconfitta inevitabile. Come il sorpasso in testa alla classifica. E’ tornata a comandare la Juve. E la nuova sembra più bella e più feroce di quella vecchia.




IL TABELLINO
Inter-Juventus 1-2

Assist: 4' p.t. Pjanic, 35’ s.t. Bentancur

Marcatori: 4’ p.t. Dybala, 18’ p.t. Lautaro (r), 35’ s.t. Higuain

Inter (3-5-2): Handanovic; Godin, (dal 9’ s.t. Bastoni), de Vrij, Skriniar; D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Sensi (dal 34’ p.t. Vecino), Asamoah; Lukaku, Lautaro (dal 33’ s.t. Politano).

Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, de Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Khedira (dal 16’ s.t. Bentancur), Pjanic, Matuidi; Bernardeschi (Dal 17’ s.t. Higuain); Dybala (dal 26’ s.t. Emre Can), Ronaldo.

Ammoniti: Alex Sandro (J), Emre Can (J), Pjanic (J), Vecino (I), Barella (I)

Espulsi:

Arbitro: Gianluca Rocchi (della Sezione di Firenze)