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Rigenerato. Letteralmente ricostruito, mentalmente prima e tatticamente poi da De Zerbi, e finito sul taccuino di un altro allenatore che di nome fa Roberto e che invece del nero-verde ha una certa affinità con l'Azzurro. Con la "a" maiuscola, il colore della Nazionale. C'era anche Mancini ieri a Reggio Emilia per ammirare dal vivo la crescita esponenziale compiuta negli ultimi mesi da Manuel Locatelli. Tornato sui livelli dei suoi esordi inc Serie A con la maglia del Milan, anzi ancora più in alto.

DA NAZIONALE - Da regista davanti alla difesa a mezz'ala tuttofare, capace sia di costruire il gioco che di inserirsi tra le linee: è questa la descrizione che ne fa De Zerbi, la persona che lo ha voluto più di chiunque altro dopo la conclusione dell'avventura rossonera e che ha scommesso sull'esplosione definitiva del centrocampista classe '98. "E' un giocatore unico, lo consiglierei alle grandi squadre perché con noi resterà poco". Una sentenza, una consacrazione quella espressa dopo il match col Torino dall'allenatore del Sassuolo, che lancia Locatelli anche in orbita Nazionale, consapevole che il grave infortunio occorso a Zaniolo può riaprire la corsa per un posto in mezzo al campo.

OCCHIO ALLA JUVE - Gongola pure il club emiliano, che nell'estate 2018 ebbe l'intuizione di investire complessivamente 12 milioni di euro più bonus per provare a rigenerare un talento purissimo del calcio italiano che si stava perdendo nelle mille contraddizioni di un Milan che oggi non è il contesto più affidabile per la crescita di un giovane. Si mordono le mani i rossoneri, per non aver preteso all'epoca l'inserimento di un diritto di recompra o di una percentuale sulla futura rivendita del ragazzo. E sullo sfondo, tra le squadre potenzialmente interessate alla crescita di Locatelli, c'è sempre quella Juventus, legata da un rapporto consolidato col Sassuolo e che di questo giocatore è da tempo grande estimatrice.