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Erling Haaland lo ha rifatto. Dopo i 3 gol calati contro il Genk nella sua prima partita ufficiale in Champions League - con la maglia del Salisburgo - il nuovo enfant prodige del calcio europeo ha lasciato immediatamente il segno nella sua prima esperienza in Bundesliga con i colori del Borussia Dortmund. Entrato in campo al 56° della sfida contro l'Augsburg, con la squadra sotto per 3-1, il centravanti norvegese ha impiegato solo 183 secondi per trovare la porta avversaria per la prima volta e alimentare i rimpianti della Juventus, che a lungo l'ha trattato. Un gol da attaccante vero, come quelli realizzati ai minuti 70 e 79, che hanno consentito alla squadra di Favre di ribaltare il risultato e portare a casa i 3 punti.

COME AUBAMEYANG - 23 minuti per esordire nel campionato tedesco ed entrare immediatamente nel cuore dei suoi nuovi tifosi e nella storia del suo club. Era dal 2013, quando Pierre-Emerick Aubameyang, sempre contro l'Augsburg, mostrava il suo biglietto da visita agli appassionati di Bundes con un hat-trick, che un giocatore del Borussia Dortmund non sfoderava uno show di questo tipo. Un'impresa che nemmeno un giocatore del calibro di Robert Lewandowski (sbarcato in Germania nell'estate 2010) riuscì a stabilire alla sua prima uscita in giallo-nero.

JUVE, CHE RIMPIANTO - Tre gol per dimostrare al mondo intero che i 28 in 22 partite ufficiali disputate in Austria non rappresentavano assolutamente una circostanza fortuita. Un pallone in più da portare a casa e col quale "amoreggiare" tra le lenzuola, come Haaland aveva scherzosamente dichiarato in passato circa il suo rapporto col suo strumento di lavoro. Caterve di gol che il popolo del Westfalend Stadion inizia a pregustare, a fronte di un investimento - commissioni a Raiola e alla famiglia escluse - di soli 20 milioni di euro. Tanto è bastato al Dortmund per superare al fotofinish il Manchester United e la Juventus, che dopo un lungo corteggiamento ha dovuto arrendersi di fronte alla volontà del gioiello norvegese di affermarsi da subito in una squadra che potesse concedergli fiducia e un maggior minutaggio.