243
"Sì sta ambientando". Per descrivere la stagione di Achraf Hakimi basta utilizzare le parole del suo agente ​Alejandro Camaño, che ai microfoni di Radio Kiss Kiss ha fatto il punto sui primi mesi in nerazzurro del suo assistito: "Per vedere il miglior Hakimi dobbiamo aspettare ancora un po’. Si sta ambientando, il calcio italiano è complicato ma già sta facendo vedere le sue qualità. Ha velocità e tecnica". Passare dal calcio tedesco a quello italiano, dalle idee di Favre a quelle rigide e severe di Conte non è di certo un passo semplice da fare, ma è difficile credere che nessuno in casa Inter si aspettasse di più dal marocchino, anche in virtù del prezzo pagato per strapparlo al Real Madrid, 40 milioni di euro più 5 di bonus.

HAKIMI - L'ex giocatore del Borussia Dortmund, nei primi due mesi della stagione, ​ha giocato dieci partite, otto in Serie A e due in Champions League: è partito forte con l'assist all'esordio con la Fiorentina e gol più passaggio decisivo alla seconda con il Benevento, poi si è un po' eclissato, facendo la differenza a livello numerico solo nell'ultima sfida contro il Torino, con l'assist a Sanchez (più il rigore del sorpasso conquistato). La sua stagione fin qui è stata positiva, ma non eccezionale. Non ha ancora fatto fare, insomma, il salto di qualità, quello che si aspetta Conte.
CANDREVA - ​L'inizio di stagione di Hakimi non è stato tanto diverso da quello, del 2019, di Antonio Candreva. Questo non significa discutere il valore dei due giocatori, entrambi ottimi professionisti, con caratteristiche diverse, ma l'attuale centrocampista della Sampdoria nei primi due mesi dell'ultima annata aveva giocato sette partite di campionato con due gol (a Lecce e Parma) e un assist (al Parma) e tre di Champions League, con la rete del 2-0 al Borussia Dortmund. Hakimi è destinato a lasciare il segno nella storia dell'Inter, ma al momento non sta facendo nulla di più di Candreva.