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Achraf Hakimi si racconta. L'esterno destro marocchino dell'Inter ha dichiarato in un'intervista a La Repubblica: "Il bacio di Conte è stato un bellissimo gesto d'affetto. Il mister è con noi qualunque cosa succeda, è un fratello maggiore per età ed esperienza. Ci lascia liberi, ci permette di divertirci e in campo si vede. Fa parte di quel gruppo che lui stesso ha costruito. La crescita è stata graduale. Molti di noi erano nuovi, me compreso. Abbiamo imparato a conoscerci. Poi, certo, sono successe cose che ci hanno dato una spinta. L'eliminazione dalla Champions League ci ha permesso di concentrarci sul campionato. Le sconfitte ci hanno aiutato a capire cosa volevamo. Vogliamo le stesse cose, seguiamo un'unica strada, siamo uniti anche fuori dal campo. Il dispiacere per l'eliminazione resta, ma siamo forti. Questa squadra farà parlare di sé anche in Europa". 

"Al Real Madrid sono cresciuto con la difesa a 4, ma con tre centrali ho più libertà in attacco. L'attenzione per la tattica e la difesa, centrali nel calcio di Conte, mi sta rendendo un giocatore più completo. Sono contento di avere portato bonus con gol e assist a chi mi ha scelto al fantalcalcio, però nel calcio vero il primo pensiero è impedire che gli avversari arrivino alla nostra porta". 
"Il mio modello è Marcelo. Di lui mi piace tutto: la personalità, l'immagine, il gioco". 
"Theo Hernandez è un grande giocatore e una bella persona, siamo molto amici. Ronaldo il fenomeno dice che gli sarebbe piaciuto giocare con me? Mi chiedo cosa non avremmo potuto fare! Con Ronaldo si può fare tutto, sarebbe stato bellissimo poter correre in fascia e servirgli un assist". 
"Fino al 12 maggio sarò in Ramadan, è difficile conciliare il digiuno con allenamenti e partite. Ma è un sacrificio importante per la mia cultura, a cui tengo molto. Quello che conta, per recuperare energie, è riposare bene". 
"Scudetto? Ne parliamo ma con rispetto, sapendo di non averlo ancora vinto. È l’obiettivo, non lo nascondo, ma mancano molte partite. Domani col Napoli sarà molto importante, loro mi cercavano perché sono giovane e a Dortmund ho lavorato bene. Ma la squadra che mi attirava di più era l'Inter, un progetto di crescita. Il nuovo logo mi piace, guarda al futuro. Un futuro che potremo costruire insieme. Spero di restare a lungo in questo club, sono felice. L'Inter non è bellissima? Una partita non è un film. Nel calcio conta fare gol e non prenderne, vincere e arrivare primi".