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I campionati si vincono con la difesa, ma spesso e volentieri le grandi squadre sono costruite su un centrocampo di alto livello. Una regola alla quale nemmeno l'attuale Napoli in crisi di identità può sfuggire, se vuole pensare di ritornare in linea con i propri obiettivi. Non è certamente un caso che i problemi siano cominciati quando la società ha deciso di dare il benservito a Marek Hamsik e i suoi eredi, da Allan e Zielinski, passando per Fabian Ruiz, abbiano cominciato ad arrancare.

COLPO A CENTROCAMPO - La perdita di un punto di riferimento carismatico, sia in campo che nello spogliatoio, ha prodotto conseguenze più serie del previsto, nella convinzione che i giovani di talento presenti nella rosa di Ancelotti potessero colmare in breve tempo questa lacuna, mentre in un sistema di gioco privato dei principi quasi ossessivi di Sarri anche un giocatore come Allan iniziava a perdersi. Nasce da queste valutazioni l'esigenza per il Napoli di non farsi cogliere impreparato sul mercato di gennaio, che mai come questa volta potrebbe rivelarsi particolarmente dinamico, alla luce degli attuali accadimenti e dei rapporti ai minimi storici di diversi senatori col presidente De Laurentiis. E per rinforzare la zona nevralgica del campo tornano di moda alcuni vecchi pallini, come Stanislav Lobotka.

SERVE UNO SFORZO - Il centrocampista slovacco del Celta Vigo è considerato unanimemente come il giocatore in grado di restituire solidità e compattezza alla mediana di Ancelotti, ma il vero ostacolo nella trattativa rimane la famigerata clausola rescissoria da 50 milioni di euro, sulla quale il club galiziano non è intenzionato a concedere alcun tipo di sconto. Servirebbe dunque uno sforzo molto importante da parte della proprietà, da sempre restia a investimenti così pesanti ad annata in corso se non attraverso qualche cessione dolorosa. Per la prossima finestra di mercato sono tornate a farsi sentire con insistenza le voci su un addio di Allan, oltre alle spinose situazioni contrattuali di Mertens e Callejon, in scadenza a giugno e con la Cina che offre vie d'uscita a peso d'oro.

BERGE SUBITO? - Se Lobotka è un profilo che merita comunque attenzione nell'immediato, più margini di manovra offrono i nomi del milanista Franck Kessie e Sander Berge, punto di forza del Genk affrontato nel girone di Champions League. L'ivoriano è in rotta con i rossoneri e a gennaio ha possibilità reali di lasciare, mentre per il norvegese il prezzo è pressochè la metà di quello dello slovacco, comunque giudicato alto dal ds Giuntoli, intenzionato però a perseguire questa idea anche in prospettiva di giugno. Quando saranno in ballo altri due giovani calciatori che si stanno mettendo in luce con le rispettive squadre di club e che recentemente hanno conquistato pure la ribalta della Nazionale: parliamo del bresciano Sandro Tonali e del viola Gaetano Castrovilli, per i quali la concorrenza italiana è già folta e i margini di trattativa sul cartellino piuttosto limitati.