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E due. A poco più di un mese dalla dichiarazione di fallimento della società H23, di cui Calciomercato.com diede notizia in esclusiva il 19 giugno 2020, un'altra società della complessa galassia costituita intorno al pacchetto di controllo dell'Hellas Verona si vede assegnare la medesima sorte dal Tribunale di Bologna. Stavolta tocca a HV7 SpA, società con sede legale presso lo stesso indirizzo di H23 (Galleria Cavour n. 4, Bologna), che con sentenza n. 59/2020 viene dichiarata fallita. Il documento, che fissa per il 15 dicembre 2020 alle 12.30 l'esame dello stato passivo della società, contiene una serie di interessanti informazioni e è punteggiato di annotazioni piuttosto severe. Passiamolo rapidamente in rassegna.

In primo luogo, in questo caso la società ricorrente è Santa Benessere & Social SpA. Non cambia invece il proprietario: Gabriele Volpi, patron dello Spezia, nonché soggetto controllante delle società (Delta Limited S.A. e Compañia Financiera Lonestar S.A.) che hanno avanzato istanza di fallimento per H23. Con ricorso presentato in data 9 dicembre 2019 la Santa Benessere & Social ha chiesto declaratoria di fallimento per HV7 (società in liquidazione) per un credito di 5.125.000 euro più interessi, relativo alla sottoscrizione di un prestito obbligazionario. Dalle prime righe del documento si scopre che Santa Benessere ha promosso un'azione anche presso il Tribunale di Genova, per ottenere un sequestro conservativo di 5,9 milioni di euro nei confronti di HV7. Sequestro che, riferisce il testo, è stato eseguito “su un credito di HV7 verso H23 S.p.A. per un ammontare di euro 4.059.124,44”.

Successivamente il documento riferisce le manovre effettuate in sede di procedimento, e in particolar modo il tentativo di revoca dello stato di liquidazione di HV7 e l'accollo del suo debito da parte di Star Ball (società che adesso detiene le partecipazioni dell'Hellas Verona). Qui si apre una complessa schermaglia per la cui ricostruzione rimandiamo alla lettura del documento.
Meritano invece di essere riportati alcuni passaggi del testo firmato dal presidente di sezione, dottor Maurizio Atzori, e dal giudice relatore, dottoressa Anna Maria Rossi. Riguardo alle eccezioni presentate dagli avvocati di HV7 rispetto alla “legittimazione attiva” del ricorrente come parte creditrice, il testo della sentenza conclude l'esame del punto specifico con un passaggio un cui si dice che “pare chiaro il carattere pretestuoso della eccezione di difetto d legittimazione attiva” (pagina 4 del documento). Un altro passaggio (pagina 5), relativo alla certificazione dello stato d'insolvenza da parte di HV7, permette di scoprire un elemento riguardo alla misura cautelare adottata da Star Ball per affrontare la vicenda: “(...) da ultimo la società Star Ball (che si afferma essere l'attuale titolare della partecipazione nella Hellas Verona), [ha] costituito un deposito presso BNL di 6.500.000 euro vincolato a favore di Santa Benessere in caso di condanna di HV7 da parte del Tribunale di Genova (...)”. Ma i passaggi più severi vengono registrati a pagina 6. Ne riportiamo ampi stralci: “Gli approfondimenti acquisiti in esito alla ordinanza resa dal Collegio l'8.6.2020 non hanno evidenziato né le ragioni della revoca dello stato di liquidazione, né un effettivo risanamento della società: l'assemblea dei soci non ha chiarito minimamente quali siano le attività che HV7 intende svolgere; non risultano conferiti mezzi o liquidità, e il bilancio aggiornato al 20/4/2020 (…), pur evidenziando un apparente riequilibrio delle passività (euro 6.505.000) e degli attivi (euro 6.612.410), si fonda su rinunce di crediti da parte di soggetti correlati e operazioni tra parti correlate, in assenza dei requisiti minimi di trasparenza (…); va pur detto che si tratta di un bilancio privo della relazione del collegio sindacale, e mai depositato presso la Camera di Commercio, cosicché non rappresenta un dato formalmente acquisito ed oggettivamente affidabile”. E saltando una parte sul tourbillon della cessione di partecipazioni fra H23, HV7 e Star Ball, si giunge al colpo finale: “Conclusivamente, a fronte dell'imponente debito non vi sono elementi per ritenere che HV7 sia in grado di far fronte autonomamente alla propria situazione debitoria, non avendo risorse sufficienti, né in ragione del flusso dei ricavi, pari a zero, né in esito alla liquidazione degli attivi, indefiniti ed impalpabili”.

Prima di andare online abbiamo provato a raggiungere il presidente dell'Hellas Verona, Maurizio Setti. Il suo telefono mobile ha squillato a vuoto prima che si azionasse la segreteria telefonica.
P.S. In occasione del precedente articolo avevamo promesso di ricostruire la mappa delle società e dei passaggi azionari che in questi anni è stata costruita intorno all'Hellas Verona. Siamo inadempienti, manterremo l'impegno molto presto.
@pippoevai

DI SEGUITO TUTTA LA SENTENZA 



I legali di HV7, in merito alla notizia della dichiarazione di fallimento della società HV7 s.p.a., precisano quanto segue:
  • la dichiarazione – pronunciata su istanza di un soggetto, che non è munito di titolo esecutivo – è provvisoria e non definitiva; prontamente impugnata dalla società HV7 s.p.a. avanti la Corte d’appello di Bologna, che si dovrà pronunciare sull’istanza di revoca del fallimento;
  • la dichiarazione è *manifestamente* errata, basandosi sul travisamento dei documenti di causa; è, infatti, “_aberrante_” che sia stato dichiarato il fallimento di HV7, la quale – a fronte di un unico ipotetico debito di € 5,9 milioni – ha costituito un deposito cauzionale di € 6,5 milioni a garanzia del pagamento di detto suo unico eventuale debito, laddove mai fosse accertato dall’autorità giudiziaria nelle sedi competenti;
  • gli organi di HV7 hanno deliberato di promuovere azione di responsabilità per ogni eventuale danno (patrimoniale e non), che dovesse conseguire da una dichiarazione di fallimento *manifestamente* invalida e ingiusta