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Tutto in due giorni. In appena 48 ore il DS Fusco è riuscito a portare a Verona Alessio Cerci e Antonio Cassano, risvegliando improvvisamente dal torpore il dormiente calciomercato dei gialloblù. Un doppio colpo ad effetto del tutto inaspettato, che ha immediatamente acceso l'entusiasmo di tanti tifosi, già in fibrillazione al pensiero del tridente dei sogni Cassano-Pazzini-Cerci, un terzetto che per qualità ben poche squadre possono eguagliare in Serie A. Tanto entusiasmo ma anche tante incognite legate a questa doppia mossa della società. Non è un segreto infatti, che l'acquisto di Cerci e Cassano sia, secondo alcuni, una mossa troppo rischiosa o addirittura controproducente vista l'età e gli ultimi trascorsi dei soggetti in questione, senza dimenticare altri aspetti come quello tattico e quello caratteriale. Insomma, una mossa a sorpresa che ha finito per dividere il tifo gialloblù. Una scelta affascinante e suggestiva ma con molti rischi. Una vera e propria scommessa che Fusco e la società contano di vincere.
 
Sulle qualità tecniche di Cassano e Cerci non vale nemmeno la pena di discutere. Stiamo parlando di due giocatori che hanno alle spalle una lunga ed onorata carriera in Serie A, anche con grandi squadre come Roma, Inter o Milan. Cerci ha dato il suo meglio con la maglia del Torino nelle stagioni 2012/13 e 2013/14. Cassano invece è semplicemente il miglior talento italiano per qualità e tecnica nato negli anni 80. Entrambi poi, vantano numerose presenze anche con la Nazionale Italiana. Insomma, si tratta di  due giocatori importanti ed esperti e sotto quest'aspetto la società si è assicurata davvero il meglio che il mercato degli svincolati poteva offrire.
I punti interrogativi maggiori sono legati alla condizione fisica. Entrambi arrivano a Verona non più in giovane età e dopo aver attraversato un periodo piuttosto sfortunato delle loro carriere. Cerci viene dalla parentesi negativa all'Atletico Madrid, dove anche a causa di tanti infortuni ha finito per giocare davvero poco e nemmeno i prestiti in Italia al Milan e al Genoa sembrano aver restituito al giocatore lo smalto dei tempi migliori. Fantantonio a sua volta, nell'ultima stagione non ha mai messo piede in campo, allenandosi con la primavera della Sampdoria fino a gennaio e rescindendo poi il contratto con i blucerchiati. Insomma, due giocatori che avranno bisogno di tempo per ritrovare la condizione migliore, ma che hanno pure una grande voglia di riscatto e Verona potrebbe essere davvero la piazza che fa al caso loro. 

Un altro aspetto che va valutato è quello caratteriale. I dubbi in questo caso riguardano soprattutto Cassano. Il suo comportamento con gli anni è migliorato e i tempi delle leggendarie "cassanate" sembrano ormai lontani, ma sarà importante che fin da subito si instauri un buon rapporto con i compagni di squadra e con tutto l'ambiente gialloblù. Fantantonio dovrà dimostrare maturità e i tifosi a loro volta dovranno avere la pazienza di aspettare che entri nella migliore condizione. Sotto quest'aspetto comunque, l'entusiasmo e gli applausi con cui Cassano è stato accolto nel ritiro a Primiero fanno ben sperare.

Un ultimo grosso dubbio riguarda la collocazione tattica dei due nuovi arrivi. Personalmente penso sarà piuttosto difficile vedere in campo il tridente Cassano-Pazzini-Cerci, se non in particolari occasioni o spezzoni di partita. Tutti e tre viaggiano ormai sulla trentina e il 4-3-3 di Pecchia prevede il sacrificio costante degli esterni in fase difensiva, cosa difficile da ottenere da Cerci e soprattutto da Cassano, che per caratteristiche non è stato mai avvezzo a rientrare con continuità. Molto più probabile che uno dei due venga affiancato a Pazzini, mentre sull'altro lato del campo venga inserito un giovane o un giocatore con più facilità di corsa (Verde o Romulo ad esempio). Tra l'altro, in questo modo, in gialloblù si andrebbe a riformare la coppia Cassano-Pazzini, devastante ai tempi della Sampdoria. In ogni caso, l'arrivo di Cassano e Cerci permetterà comunque a Pecchia di avere delle nuove importanti soluzioni offensive e non è detto che l'allenatore formiano non decida di adottare anche dei moduli differenti per provare a far convivere le tre stelle gialloblù.

Fusco con l'ingaggio di Cerci e Cassano ha dato dimostrazione di grande coraggio. Già portare a Verona uno solo dei due era di per sè una scommessa, ingaggiarli entrambi è stata davvero una mossa ad alto rischio. L'impressione è che questo non sarà un Verona da mezze misure. Se i nuovi arrivi si integreranno bene con il resto della squadra e con tutto l'ambiente veronese, i gialloblù potranno davvero togliersi grandi soddisfazioni, ma se le cose non dovessero funzionare, il fatto di aver preferito profili come questi a dei giovani da lanciare con continuità potrebbe avere un peso determinante per la permanenza e il futuro della squadra in Serie A. La verità la scopriremo solo tra qualche tempo sul campo. Per ora, l'unica cosa certa è che quest'anno sulle rive dell'Adige non ci sarà certo da annoiarsi.