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Si possono davvero descrivere come "leggero stop" le ultime due gare giocate dall'Hellas rispettivamente contro Sampdoria e Cagliari? Se nella prima infatti, i gialloblù hanno confezionato una sonora batosta (3-1 il risultato finale), nella seconda non si è andati oltre un pareggio senza reti contro la penultima in 
classifica (anche se c'è da dire, in un momento di ottima forma). Ricordiamo ovviamente che, prima del doppio  impegno ravvicinato, la compagine di Tudor non solo ha vinto contro una corazzata come la Juve, ma ha anche
fermato il Napoli, ora in testa alla classifica, e ottenuto una bella vittoria contro un Empoli sicuramente da non sottovalutare. Insomma, non si può sicuramente già correre ai ripari o disperarsi, ma per una squadra che vuole fare il salto di qualità, ogni piccola frenata va analizzata e discussa. Ci sono infatti alcuni  aspetti che sia contro la Samp sia contro i sardi, sono balzati agli occhi di tutti e sui quali si può certamente dire qualcosa. Ma partiamo con ordine. 

Fase difensiva. La difesa, diciamolo pure, è ancora il nocciolo duro della squadra. Sì, è vero: a Genova ha effettivamente accusato un contraccolpo probabilmente dato da qualche piccolo turn-over e qualche  acciacco fisico, nonché stanchezza. Poi però ha saputo reggere molto bene contro un Cagliari alla disperata ricerca di turni, che può vantare, nonostante la posizione in classifica, di una rosa comunque di un certo livello. I maggiori problemi sono invece sopraggiunti più avanti, ossia in attacco, dove gli uomini di  Tudor non riescono più a segnare, tant'è che con l'Empoli e con la Samp, Tameze è stato protagonista, lui che nasce centrocampista e che non vanta di certo di un passato da finalizzatore. Certo, ben vengano i gol dei 
centrocampisti, ma è sintomo di qualcosa che
in fase di finalizzazione deve essere aggiustato. 
Qui apriamo quindi il nocciolo della nostra questione, che ha un nome e un cognome: Giovanni Simeone. Attenzione!  Premetto, per evitare incomprensioni inutili, che non si sta scendendo da nessun carro, ma che è una giusta questione da porsi in un'ottica generale e di squadra. Simeone infatti, ha fatto davvero  l'impossibile, trascinando la squadra in partite dal tasso tecnico altissimo, segnando da vero goleador e prendendosi giustamente le lodi di tutti, tifosi, avversari e addetti ai lavori. Insomma, è salito alla ribalta per i suoi gesti tecnici nel modo più meritato possibile. Risulta però un caso, statisticamente dimostrato, che da quando lui non segna, anche l'attacco si è inceppato, tant'è che, come detto, sono stati i centrocampisti ha sbloccare la situazione offensiva. Le questioni quindi sono due: è finito l'exploit di Simeone, oppure si è ripresentato un vecchio problema, messo da parte, ossia quello dell'effettiva mancanza di un vero bomber in squadra? Le due cose forse vanno di pari passo, anche se è presto per dire che noi tutti ci siamo illusi che Simeone potesse finalmente essere quell'attaccante tanto atteso, dato che, come ampiamente premesso, non si stanno facendo preventivi funerali.

Questo dovrà essere allora un campanello d'allarme, o almeno uno spunto da cui partire per la prossima campagna acquisti, che dovrà magari vertere sulle effettive ed oculate scelte da fare in questa zona del campo che, a meno di 
grandi sorprese come tutti ci auguriamo, ancora necessità di un punto fermo.