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Applausi a Sogliano. Il mercato a blocchi funziona eccome. Quanto a difensori, si va sul sicuro. Un concentrato di carisma, spessore internazionale, padronanza: questo è Rafa Marquez, dicitura molto simile a uno che il Verona ha già in casa con cui, perché no, potrà dividersi i compiti di una linea difensiva titolare. Difficile, sul momento, rendersi conto di quello che si è fatto portando Marquez all'Hellas. Uno che fino all'altro ieri giocava e vinceva tutto con il Barcellona.

Lo scudetto si festeggerà a fine stagione, non ci sono dubbi, ma sarà quello di trent'anni fa. Magari serviva un pensiero da capogiro per ricambiare la spontaneità con cui il popolo del Verona ha accolto Marquez. Che non è una figurina, sia ben chiaro. Ha scelto l'Italia perché è ancora uno sulla cresta dell'onda. Ha scelto il Verona perché è convinto si possa andare oltre, anche quest'anno. Un altro colpo alla Toni, né più né meno. Aspettando il campo per capire se l'Hellas è ben corazzato anche in difesa.
L'inizio sui generis di Marquez col Verona sarà certificato dai prossimi dieci giorni: intanto sull'aereo della squadra in direzione Inghilterra è salito anche lui. E lunedì 18 vestirà per l'ultima volta la maglia del Leon, perché il Trofeo Gamper col Barcellona era un impegno preso soprattutto per rivedere Rafa Marquez al Camp Nou. E se a questo alleghiamo le modalità del suo arrivo in Italia, con tanto di possibile dirottamento del volo, si capisce ancora meglio che Sogliano ha sudato freddo per portarlo qui. Ma anche Marquez aveva tanta voglia di Verona.