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Qualsiasi persona che guarda minimamente giocare il Verona di questo inizio campionato, potrebbe rispondere facilmente ad una precisa e semplice domanda: qual è il vero problema di questa squadra? Come anticipato, non è affatto difficile dirlo e l'ultima gara, giocata contro il Genoa, sommata a quella precedente di Salerno, ci mostra immediatamente cosa appunto non vada, ora come ora, nella squadra gialloblù: la tenuta fisica e mentale sui 90'. Di cosa parliamo? Andiamo ad analizzare e commentare l'ultima uscita e si capirà tutto.

Minuto 1' del secondo: Simeone fa un grande ingresso in area ma Maksimovic gli rifila un pestone sul più bello e l'arbitro, richiamato dal VAR, decreta il calcio di rigore per l'Hellas. Barak tira un bel siluro e Sirigu non può nulla: Verona sul 2 a 0 e ancora un tempo da giocare, o meglio, da amministrare. Sarebbe dovuta andare così, e il condizionale qui è d'obbligo, perché in pratica questa ripresa è stata tutt'altro che tranquilla. La squadra si è rilassata del tutto, la compattezza è andata "a ramino", per usare un eufemismo, e gli avversari hanno sempre più alzato il loro baricentro sino a trovare il rigore che ha trasformato l'intera gara. Boom-Boom, due gol in meno di 5' minuti al 75' e gli uomini di Tudor completamente in palla. Destro poi ne fa un altro aprendo ad una beffa che sarebbe stata clamorosa. Per fortuna Kalinic fa quello che tanti aspettavano, segna di testa e riporta il pareggio. 

Tutti contenti? Assolutamente no. Questo risultato è praticamente uno spreco per una squadra come il Verona che ha dimostrato di saper giocare bene e di poter vincere queste partite, ma che, come è stata brava e bella nel primo tempo, nel secondo l'ha praticamente buttata facendo tutto, o quasi, da sola. I giocatori in campo hanno staccato la spina troppo presto e questo lo si è palesemente visto. Il centrocampo non faceva più alcun tipo di filtro, i reparti hanno progressivamente ripiegato verso la porta di Montipò e tutto ciò che di bello si era visto, è sparito nel giro di 20'. Stessa identica cosa successa nel clamoroso pareggio contro la Salernitana, quando il blackout totale è avvenuto sempre nell'ultima parte della partita.
Così non può e non deve andare, non solo da un punto di vista puramente matematico (questi punti pesano in stagione), ma soprattutto sul piano giocato, dato che creare molto, andare in doppio vantaggio per poi sprecare tutto, non è da Hellas: una squadra che del carattere ha fatto sempre la sua arma migliore. Alcuni potranno dire che non è  questione mentale, ma fisica e qui posso dar ragione in parte, perché sicuramente anche questa componente è causa di ciò che si è visto nelle ultime partite. Colpa della preparazione? Troppo presto per dirlo, ma se ora il fisico di alcuni è ancora imballato, la testa deve andare più forte del corpo. Tudor dovrà lavorare su questo allora e per fortuna è la persona giusta. Anche lui però dovrà trovare una quadra in corso d'opera, magari anticipando alcuni cambi e dando freschezza alla squadra prima che sia troppo tardi.

Ora c'è la pausa e tutto il tempo per rifiatare e riprendere la concentrazione. La prossima avversaria sarà poi lo Spezia, squadra ostica che corre molto e non molla mai. Sarà quindi un ottimo test per vedere se qualcosa si è fatto su questo problema e se la squadra ha reagito bene. Speriamo davvero sia così perché buttare questi punti in questo modo, lo ripetiamo, non è affatto da Hellas Verona.