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Un leader spodestato? Questo non ancora, e possibilmente mai. Che in pochi mesi possa essersi sgretolato il carico di sicurezza portatosi dietro da un protagonista assoluto rientra nell'assoluta imponderabilità. Del resto, Cacia ci mette poco a riprendersi il Verona. Nessuno come lui rappresenta il dono provvidenziale che Sogliano e Setti hanno confezionato per mirare alla serie A.

C'è Luca Toni che brilla di luce propria, ancora più dopo la sequela di amichevoli in cui non si vede affatto un attaccante in declino. Diciamo che lui a questi livelli non è certo da verificare. Mentre Cacia ha avuto bisogno di riciclarsi in serie B. Ma entrambi sono patrimonio di questo Verona. Mandorlini ci sta riflettendo, e dopo due anni di 4-3-3 studia alternative: il 3-5-2 che talvolta l'allenatore romagnolo applica ai gialloblu può essere tagliato su misura per Toni e Cacia. Gli ingredienti ci sono affinché diventi una coppia devastante.

Parlare con il linguaggio del gol è sempre il propellente migliore: quello che Cacia ha fatto anche domenica scorsa nell'amichevole contro il Konyaspor. Una rete liberatoria, deve averla sicuramente vissuta così. Nessuno ha mai parlato di farlo fuori, ci mancherebbe. La sua, tuttavia, è una situazione che i vertici gialloblu affronteranno soltanto al termine del mercato. Un rinnovo per il bomber calabrese su cui peserà inevitabilmente l'approccio alla nuova stagione. Ma tra le pieghe di una nuova avventura ai massimi livelli ci sta anche questo.