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Il derby, si sa, è sempre una partita speciale. Le emozioni, positive o negative che siano, finiscono per uscirne amplificate. Per come si era messo fin da subito, i tifosi dell'Hellas speravano in ben altro finale, per questo diciassettesimo derby di Verona. Invece è arrivata una sconfitta per 3 a 2, anche se la prestazione dei ragazzi di Pecchia tutto sommato non è stata poi così negativa. Alla fine però, ai gialloblù rimane in bocca il sapore amaro di una sconfitta che probabilmente, nemmeno meritavano.

In un Bentegodi freddo e piovoso si è visto un Verona agguerrito, generoso e combattivo. Una squadra che ha approcciato la partita nel migliore dei modi, portandosi subito in vantaggio. Un Verona che nella parte centrale del primo tempo però, non è riuscita a contenere la reazione del Chievo, ma che poi ha saputo tirar fuori la grinta necessaria per ripendere la partita e giocarsela fino al termine, nonostante l'inferiorità numerica. Una squadra che ci ha messo tanto, tantissimo cuore contro un avversario più organizzato e abituato alla categoria. E il grande cuore gialloblù porta soprattutto le firme di Pazzini, Romulo e Caceres, i migliori nella squadra scesa in campo oggi. Capitan Pazzini è stato il trascinatore, il punto di riferimento per l'intera formazione scaligera fino alla sostituzione nella ripresa. Dal dischetto è stato ancora una volta glaciale, siglando il terzo gol in stagione. Davvero, questo Verona non può fare a meno di lui. Romulo poi, ha giocato un grandissimo match abbinando quantità a qualità, e grazie alla sua facilità di corsa è riuscito, almeno in parte, a sopperire alla mancanza di un uomo tra centrocampo ed attacco dopo l'espulsione di Zuculini. La rete decisiva con il Benevento sembra averlo trasformato. Caceres infine, ha giocato una partita generosa e attenta, è entrato in entrambi i gol dei gialloblù (assist e rigore procurato) e ha lottato fino alla fine, rimanendo in campo nonostante un infortunio muscolare nella parte finale del match. Insomma, un Verona che ha saputo mettere in campo un grande cuore, anche se non è bastato ad evitare la sconfitta.

Sì perchè oggi i gialloblù hanno anche dimostrato di non essere ancora una squadra collaudata. Troppi errori difensivi, troppe incertezze e tanta, tantissima ingenuità. In questo caso l'ingenuità ha purtroppo, il volto incredulo e sofferente di Bruno Zuculini. Il mediano argentino, che solo poche settimane fa avevamo esaltato per la grinta e l'abnegazione messe in campo, oggi è finito per risultare un fattore negativo determinante per la squadra. Due cartellini gialli in 40' di gioco e un rigore procurato sono il poco invidiabile bottino raccolto dall'argentino, che ha costretto i suoi a quasi un'ora di gioco in inferiorità numerica. Una giornataccia per uno dei giocatori che finora meglio si era comportato in questo inizio di stagione. Un eccesso di generosità trasformato in ingenuità, che purtroppo è finita per costare la partita al Verona. Peccato, perchè con la prestazione di oggi, i gialloblù  almeno un punto meritavano di portarlo a casa. Invece si torna a casa a bocca asciutta. Perdere fa sempre male, perdere il derby però, se possibile, lo fa ancora di più.

Ora i ragazzi di Pecchia devono tornare subito a lavorare, con la consapevolezza che con lo stesso cuore e una maggiore attenzione, a cui aggiungere un pizzico di malizia, la squadra può giocarsela con tante rivali in questa Serie A. Paradossalmente la sconfitta nel derby di oggi potrebbe fare anche bene al Verona, a patto di far tesoro delle indicazioni e degli errori che si sono visti nel corso del derby. Tutti ne devono essere coscienti. Zuculini un po' più degli altri.