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Sono già giorni caldi, anzi caldissimi, in casa Hellas: tutto si è svolto nell'arco di appena una settimana e per analizzare quello che sta accadendo ci vorranno sicuramente più pagine, che da qui in avanti sicuramente scriveremo. Partiamo però con ordine, da quel post-gara contro il Napoli, che forse è stata l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso: quello di Juric. L'ormai ex allenatore gialloblù, ora praticamente con la maglia del Toro addosso, in quell'occasione ha davvero perso la calma, come mai aveva fatto sino ad ora. La cronaca la sappiamo un poco tutti: grandissima partita dell'Hellas giocata a viso aperto contro un Napoli che cercava la qualificazione in Champions, i colleghi di Sky che hanno posto qualche domanda dal tono più o meno celato e Juric che ha letto l'intervista come una chiara accusa al proprio operato. Le cose, a grosso modo, sono andate così, ma in tutto questo la società dell'Hellas ha subito non poche conseguenze. Prima fra tutte, il Presidente Setti che ha dovuto far sentire la propria voce (a ragione o torto non stiamo qui a giudicare) per dare supporto anche al malcontento del suo allenatore. Tentava forse di dimostrare a Juric che l'Hellas era con lui, in modo da non farlo partire? Forse, ma la seconda conseguenza di tutto questo polverone non si è attardata a palesarsi: il tecnico croato si allontana sempre di più e decide di scegliersi una nuova panchina. Terza conseguenza, ben più grave se vogliamo: lo stravolgimento della rosa che si prospetta da qui in avanti, dato che il perno da squadra e società era colui il quale ora è più che vicino ai granata. 

Una bella confusione allora, soprattutto se contiamo il fatto che ora manca una guida che possa dare una solida fiducia ai giocatori un po' spaesati che ancora si chiedono quale sarà l'obbiettivo per l'anno che verrà. Proprio questo dovrà essere la mossa principale che Setti dovrà fare, ossia quella di dare alla squadra un tecnico che possa fin da subito convincere e dettare la rotta per la prossima stagione. Ci eravamo infatti abituati bene con Juric, il quale come tutti sappiamo era il vero comandante di questa nave, dato che tutto, o quasi, passava dal suo veto. L'Hellas ha bisogno di questo tipo di allenatore, soprattutto se in società vi è qualche grana da risolve (e tutti possono intuire l'allusione). Dopotutto i primi effetti li stiamo già vedendo ora: Dimarco, uno degli uomini chiave dell'era "Juriciana" (passatemi il termine) è già in partenza verso le terre Sabaude, mentre Zaccagni, Ilic, Faraoni, tanto per citarne alcuni, sono sul chi va là qualora qualcuno si facesse avanti. 
Insomma, ciò che bisogna scongiurare è un fuggi fuggi generale, ma soprattutto un marcato ridimensionamento del progetto da parte del Presidente. Sicuramente capiamo tutti che il momento di crisi economico globale sta toccando tutte le società calcistiche, dalle più grandi (vedi l'Inter) e le più piccole, ma qui non si sta di certo chiedendo di vincere la Champions League l'anno prossimo. Qui si sta chiedendo piuttosto un progetto che possa valorizzare questi anni che hanno riportato l'Hellas nella massima categoria e che sono stati decisamente positivi ed in crescendo. Se già da ora si fa intuire ai giocatori che manca una visione futura, allora si potrebbe aprire un buco nero che quest'estate potrebbe inghiottire più di un giocatore. 

Il momento, se vogliamo azzardare il paragone, è un po' come quello che stanno vivendo a Milano in casa Inter, dove l'allenatore se ne va e il progetto di crescita sta subendo un repentino cambiamento. A Verona fortunatamente, non ci sono ambizioni stellari, per ora, ma più terrestri, in modo un giorno di toccare si spera le stelle. Serve mantenere il più possibile l'assetto che si è trovato e, qualora proprio non si possa fare nulla per trattenere un elemento in partenza, cercare di rimpiazzarlo al meglio possibile. Vedremo insomma cosa accadrà nei prossimi giorni, anche se questa estate si preannuncia abbastanza bollente sotto l'Arena.