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Oramai sembra cosa quasi fatta, anche se manca l'ufficialità, ma l'addio di Tudor dal Verona sarà solo questione di giorni. Una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno, o quasi, dato che era oramai nell'aria almeno da un mese. Tutti lo scongiuravano è vero, ma rimaneva sempre quella sensazione di rassegnazione che man mano cresceva nei cuori dei tifosi gialloblù. Una rassegnazione che ora si sta trasformando, almeno per alcuni, in rabbia e apprensione per un futuro alquanto incerto. A fare capolino poi, c'è anche l'addio, anche questo non ufficiale ma praticamente fatto, di d' Amico, probabilmente in rotta verso Bergamo. Insomma, non giorni felici, che paradossalmente chiudono una stagione davvero esaltante. Forse però la chiave di tutta questa preoccupazione sta tutta qui, perché quando le emozioni salgono verso l'alto, molto spesso si può cadere tanto quanto si è salito. Ed il tonfo a volte, fa male. Sarà questo il caso? Proviamo ad analizzare le cose.

Intanto bisogna riconoscere che la società sin qui ha lavorato davvero bene, puntando su di un allenatore giovane, alla sua prima esperienza in serie A e sul quale si era nutrito sin da subito qualche dubbio. Cosa assolutamente sbagliata, visto come è andato il campionato, con un piazzamento in classifica tra i migliori degli ultimi 10 anni. Un Verona che ha saputo far tesoro dei suoi errori, di correggerli e lavorare unito per crescere sempre più. Lo sconforto per un addio così repentino di Tudor è quindi comprensibilissimo, soprattutto in vista di obiettivi di crescita, che sembrava fossero nelle corde del club. I sogni di gloria si infrangono così quindi? Aspettiamo a dirlo. Ricordiamoci bene quel che si era detto al saluto di Juric. Già si era cantato al disastro: cosa che poi puntualmente non è avvenuta. Il dopo Tudor sembra essere Cioffi, ex dell'Udinese che in terra friulana non ha affatto sfigurato. Cosa si è imparato? Mai mettere le mani avanti. Bisogna lasciar lavorare il nuovo mister e solo poi si potrà giudicare in modo completo il suo operato e la scelta della società.
Il futuro dell'Hellas gravita intorno ad una nebulosa più grande, è vero e riguarda soprattutto le finanze che Setti vuole investire in questo progetto. Anche se ci fosse un ridimensionamento di capitale però, non è detto che porti per forza ad un futuro nefasto. In questa fase transitoria sarà ancor più necessario far scelte oculate e precise e Cioffi potrebbe rivelarsi una di quelle. Stiamo quindi a vedere come andrà, senza giudicare il tutto in partenza. Quest'estate avremo comunque la prova del nove, dato che ad apertura del mercato si paleseranno le vere intenzioni del presidente Setti. Occhi aperti.