NarcosStranger ThingsBreaking BadBoJack Horseman e... la Juventus. Sì, oggi sullo sconfinato mondo di Netflix, casa delle più belle serie del momento, dove trovano posto anche film e documentari, sbarca  la squadra bianconera. "FIRST TEAM: JUVENTUS". E, in effetti, è la prima squadra ad abbracciare una piattaforme "giovane per i giovani" direbbe qualcuno, ma che si è scoperta "giovane per tutti". Tre puntate disponibili da oggi, tre puntate disponibili in estate, per vivere la stagione che Buffon e compagni stanno vivendo, ancora una volta, da protagonisti. 

DA CARDIFF A... - Si parte con la foto di gruppo, tratto distintivo dell'inizio di una una nuova stagione. Nel brusio di voci che scendono dal pullman, la prima battuta, chiara e pulita, è quella di Massimiliano Allegri"Ragazzi, le cravatte". Ordine in campo, ordine anche fuori. Scherzi a CuadradoDybala che sorride, Higuain che allontana un pallone vestito di bianconero. Poi, di colpo, le immagini del passato: Bonucci che esulta contro il Crotone (e la voce narrante che, nel presentare Matuidi, spiega "Bisogna compensare l'assenza di quei grandi difensori che non sono più con la squadra"), Alex Sandro che fa gol, Buffon e Dybala che si disperano per Cardiff e l'ennesima Champions persa e poi... il presente. Villar Perosa, l'amichevole in famiglia, e il discorso di Andrea Agnelli: "I più grandi campioni del passato hanno giocato in questo campetto, Sivori, Baggio, Del Piero", aggiungendo poi "L'importante è non preparare mentalmente la stagione solamente sulla Champions, è la cosa più sbagliata che possiamo fare". La Champions, che torna, sempre, come ossessione. 

LA VITA PRIVATA - Ma non è una Juve che vuole raccontare solo le vittorie sul campo, è una Juve che vuole raccontare (soprattutto) il ritratto privato dei giocatori, quello che ti fa urlare, parafrasando Fantozzi e la "sua" Corazzata Potemkin "La Juve su Netflix è una figata pazzesca!". E' così che scopri Higuain e la sua mania per la barba, i suoi tatuaggi dedicati alla famiglia e come ha vissuto il ritorno a Napoli; è così che scopri un Pjanic non infallibile cecchino, ma tenero papà, che va a prendere il piccolo Edin a scuola e che gioca in casa con lui, anche se ha appena rotto un vaso. "Possiamo giocare oggi?" chiede Edin. "Sì, ma fammi segnare" risponde papà Miralem. "Sono fortissimo in porta. Come Buffon" chiude, definitivamente, Edin. Allegri e le sue riflessioni dopo Cardiff, Marchisio e il rapporto coi magazzinieri, Marotta che cita Mandela, Del Piero che elogia Dybala: il backstage del rettangolo verde è completo. 

APRIPISTA - Un documentario che non terrà incollati solo i tifosi della Juve, no. Perché qua non c'è da fare il tifo per nessuno, assolutamente. C'è solo da scoprire i sacrifici che fa un giocatore, c'è da scoprire il top player che si rapporta con i bambini del settore giovanile, c'è da scoprire il lato umano di bomber infallibili (Higuain e la sua commozione per il Natale lontano dalla famiglia, per esempio). Chi ama il calcio apprezzerà, a prescindere. Non si vogliono raccontare i trionfi, ma le vite di chi, ogni domenica, scende in campo. Per una volta il motto non è quello, celebre, urlato da Boniperti "vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta". No, no: chi la pensa così sbaglia.  In FIRST TEAM: JUVENTUS il motto da seguire è un altro, e lo recita, teneramente, il Pipita"La famiglia è la prima cosa che conta". Buona visione, bianconeri e non.

@AngeTaglieri88

“Gli uomini oltre la maglia, guarda la docuserie First team: Juventus, solo su Netflix”