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Facciamo un’ipotesi: l’arbitro della Supercoppa, il livornese Luca Banti, fischia un rigore a favore del Milan. Che fa Higuain? Va sul dischetto e lo calcia? O si ferma al limite dell’area e lascia che i suoi sogni di rivincita siano realizzati da Kessie? Da quel rigore, come ha ammesso Gattuso, il Pipita non si è più ripreso. Domani, a Gedda, l’argentino giocherà una delle partite più difficili della sua storia per una serie di ragioni che qui cerchiamo di sintetizzare.
   
(1) QUEL RIGORE... - Riparte da lì, da quel tiro che il suo ex compagno bianconero Szczesny gli ha deviato sul palo. Quella sera ha sbagliato non solo il rigore, ha sbagliato professione trasformando Milan-Juve in una partita soltanto sua, non più una squadra contro l’altra, ma un giocatore rabbioso e incattivito contro una squadra intera. Questo può succedere a un ragazzo, non a un campione della sua esperienza. 
   
(2) LA SUPERCOPPA - Ora molti si aspettano da lui un segno tangibile del suo passaggio al Milan. La pressione è tanta, chiedono i suoi gol, pretendono il vero Higuain, non quel giocatore nervoso che manda a quel paese i suoi compagni se sbagliano a servirlo. La Supercoppa è un’occasione unica e, in attesa degli sviluppi del mercato, potrebbe diventare anche l’ultima in rossonero. Vediamo se lo aiuterà il pensiero di una responsabilità così forte e forse definitiva.
   
(3) POI C’E’ CUTRONE - Se la formazione per la Supercoppa dovessero farla i tifosi e non Gattuso, e se in attacco ci fosse spazio per un solo centravanti, probabilmente al posto di Higuain ci sarebbe Cutrone. Nell’ultima partita ufficiale, quella di Marassi in Coppa Italia, si è visto un giocatore che fa le scintille (e i gol) e un altro che è spento (e non segna). Cutrone vuole spazio, non si può accontentare del ruolo di giovane promessa, lo chiede con i gol, con la rabbia, la cattiveria, il veleno che sprigiona ogni volta che scende in campo. Cutrone gioca da milanista vero, Higuain per ora gioca da milanista di passaggio.
   
(4) E INFINE SARRI -
Non sarà una partita semplice per il Pipita anche per le storie di mercato. Il suo mèntore di Figline lo vorrebbe con sé a Londra, probabilmente è la stessa volontà dell’argentino, che non può fare finta di niente e allo stesso tempo non può giocare un’altra partita scialba, come l’ultima con la Sampdoria. Perché se poi resta al Milan, dopo aver sbagliato anche la Supercoppa, la storia si complica di più.
   
Gonzalo Higuain conosce la soluzione a tutti questi problemi, sa come risolvere questa crisi sempre meno sottile e sempre più ostinata: deve segnare e portare la Supercoppa a Milanello. Sembra facile...