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1) Aver incentrato il proprio progetto tecnico tattico su Mario Balotelli. Quest'ultimo non solo ha tradito la fiducia sul campo ma aveva pessimi rapporti con gran parte del resto del gruppo, i cosiddetti senatori, che come emerso dalle dichiarazioni di ieri post partita, non hanno mai sopportato gli atteggiamenti da divo e figurina dell'attaccante rossonero.

2) Aver puntato sul cambio generazionale soltanto attraverso le convocazioni dei 23 per il Mondiale. Le accuse di Buffon e De Rossi dopo la gara contro l'Uruguay oltre che rivolte a Balotelli, hanno come indirizzari i vari Verratti, Immobile, Insigne e Cerci, presentatisi nello spogliatoio senza la giusta umiltà, anzi con arroganza e scarsa senso di squadra. Di contro quest'ultimo gruppo non ha mai legato con i senatori, tanto che episodi come l'essere stati relegati nel settore business sul volo d'andata per il Brasile, non è mai stato digerito.

3) La pre convocazione di Giuseppe Rossi. La decisione sull'attaccante italo-americana era stata presa da tempo, ovvero esclusione dai 30 che si sono ritrovati a Coverciano a fine maggio. Poi la paura di impopolarita' ha avuto la meglio sul c.t. che in realtà aveva puntato al suo posto su Zaza, visto come progetto tecnico post Mondiale. Le parole al miele per Pepito mal si sposavano con i dubbi fisico-sanitari sul giocatore post infortunio di inizio gennaio scorso.

4) Le mancate convocazioni dei giocatori chiave nel percorso di qualificazione. Criscito e Florenzi indubbiamente non erano al top a fine maggio scorso, ma insieme a Gilardino sono i giocatori con miglior rendimento durante il girone di qualificazione a Brasile 2014. E' come aver condotto la sposa all'altare, e non averla sposata. Le chiamate di giocatori senza esperienza internazionale, da Insigne ad Immobile passando per Darmian, si sono rivelate errori.

5) Il ripescaggio di Cassano. Mal visto dagli juventini, che furono accusati da Fantantonio di essere soldatini, quest'ultimo, come sempre quando c'è stato da dimostrare nelle gare vere (inserimenti a gara in corso con Costa Rica e Uruguay), ha fallito, mal celando i mal di pancia fuori dal campo fin dalla scarsa voglia di impegnarsi nel pre ritiro di Coverciano.

7) Il progetto tattico. Il c.t. ha utilizzato sia nelle qualificazioni agli Europei che in quelle per il Mondiale di fatto un solo schema, il 4-3-1-2, con Montolivo finto trequartista. Infortunatosi quest'ultimo ha dovuto ribaltare la sua Nazionale a 15 giorni dal debutto, di fatto provando una sola soluzione tattica, il 4-1-4-1, abbandonato dopo un solo tempo contro la Costa Rica. Mai provata di fatto la soluzione delle due punte esterne (4-3-3) e la difesa a 3 che tanto aveva fatto bene durante gli Europei in Polonia ed Ucraina.

8) La scarsa difesa a Demetrio Albertini. Quest'ultimo, vicepresidente federale, si è dimesso alla vigilia del Mondiale perchè il suo progetto tecnico di rivoluzione calcistica non è stato esaminato, come di fatto era gia' avvenuto per Roberto Baggio quando questi era presidente del Settore tecnico. Prandelli si è ritrovato di fatto un capo delegazione delegittimato e privo di potere decisionale.

9) Concessioni extracampo. Mai prima del ritiro pre Mondiale a Coverciano di fine maggio scorso si era visto un giocatore della Nazionale abbandonare una preparazione in corso per fargli firmare un contratto con il proprio club. E' stato il caso di Ciro Immobile che a 3 giorni dal fondamentale test di Perugia contro il Lussemburgo, il primo in cui si poteva provare gli schemi tattici diversi dal 4-3-1-2, è stato lasciato partire per mezza giornata alla volta di Dortmund. Piu' di uno nel gruppo azzurro non ha gradito questa concessione per un singolo.

10) La risposta alle critiche per lo stipendio. Il c.t. ha costruito un alibi per se' stesso e per il suo staff rispondendo ad un giornale, di fatto ad un singolo giornalista, che di fatto lo ha attaccato sui suoi guadagni, portando alla risposta piccata di Prandelli in conferenza stampa. 

Ps: Cesare Prandelli ha goduto di una immunità giornalistica come mai si era vista in tanti anni per un c.t.. Di fatto la Nazionale di calcio italiana ha smesso di giocare dal 2 a 2 contro la Danimarca di ottobre scorso, eppure al selezionatore azzurro sono state rivolte poche critiche nel merito tecnico, fino ad eliminazione avvenuta, concentrandosi su aspetti della vita privata del c.t. (dallo stipendio alla vita con la compagna) che nulla avevano a che vedere con il Mondiale di calcio.