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  • I 50 anni di Dejan Savicevic, simbolo di un Milan che non c'è più

    I 50 anni di Dejan Savicevic, simbolo di un Milan che non c'è più

    • Daniele Polidoro
    Il suo pallonetto a scavalcare Zubizarreta resterà per sempre negli occhi dei tifosi del Milan, e non solo. Un magico arcobaleno che illuminò la notte di Atene del 18 maggio 1994. Non a caso lo chiamavano "Il Genio". Dejan Savicevic compie 50 anni (auguri!) e tutto il popolo rossonero si stringe intorno al suo ex campione per festeggiarlo. Il suo gol in quella straordinaria finale di Champions League contro il Barcellona, è una delle immagini più significative dell'era Berlusconi, così come il suo acquisto resterà per sempre legato al trentennio del presidente uscente.

    SIMBOLO DI UN'ERA - In un momento difficile come quello attuale, i tifosi rossoneri non possono che consolarsi con il ricordo dei grandi campioni che hanno vestito la maglia rossonera e Savicevic fu una delle stelle più luminose passate dalle parti di Milanello. Punto di riferimento della Stella Rossa degli anni novanta, il talento nato a Titogard il 15 settembre 1966 approdò al Milan di Fabio Capello agli albori della stagione 1992-1993. Berlusconi pagò il suo cartellino 13 miliardi di lire e, siamo sicuri, che lo storico numero uno del Diavolo non si sia mai pentito di quella spesa: "Berlusconi mi era vicino, mi aiutava nei momenti difficili. - ha detto Savicevic in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport - Senza di lui sarebbe finita presto: dopo il primo anno tutto lo staff tecnico era contro di me, dicevano che non mi ero integrato e che non parlavo la lingua, ma Berlusconi decise di farmi restare". E il montenegrino conquista tre scudetti, tre Supercoppe Italiane, una Supercoppa UEFA e, come detto, una Champions League.

    RICORDI D'AMORE - Talento indiscusso, dal mancino vellutato: Savicevic ha rapprestanto per anni il prototipo del giocatore ideale per Silvio Berlusconi. Imprevedibile, rapido e dal dribbling ubriacante, il Genio fu uno dei protagonisti indicussi del Milan degli Invicibili. Esemplare l'azione che portò al vantaggio di Massaro contro il Barcellona: strappo sulla destra, da talento innato, e quel pallone messo in mezzo per "Be Beep" che firmò il vantaggio rossonero. "Sicuramente voleva tirare - disse Massaro nel post-gara - ma non lo ammetterà mai: infatti mi ha giurato che era un passaggio per me, anche se non gli credo". Era proprio questa la particolarità del Genio: tramutare un tiro sbagliato in un assist involontario. Roba per pochi. "L'abbiamo preso perchè è il giocatore più talentuoso d' Europa, il ventunesimo della rosa", disse Adriano Galliani nel giorno della presentazione di Savicevic. Parole che a distanza di 24 anni fanno sospirare i tifosi rossoneri, un po' come quando si sospira per la ragazza tanto amata ma che adesso non c'è più: "Ci metterò anni ad abituarmi che il Milan non è più di Berlusconi - si legge ancora nell'intervista alla rosea -. Credo tutto sia cominciato quando il Milan ha venduto, o ha dovuto vendere, Ibrahimnovic e Thiago Silva. Da duemila chilometri non posso giudicare, ma c’erano Cassano, Robinho e Pato che avrebbero potuto portare milioni. Ma quei due no. Ed è stato declino. Un giorno eravamo il primo club, il Barcellona e il Real Madrid di oggi, ora non possiamo più spendere 80 milioni per un giocatore". Restano solo i ricordi, meravigliosi, di un'epoca che è stata indimenticabile: quel Milan non c'è più e forse bisognerà aspettare ancora un po' prima di tornare a vederlo, ma rimarrà impresso nella storia e nella memoria di chi lo ha amato. Anche grazie a Dejan Savicevic.

     

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