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Sono una delle band più longeve e prolifiche della scena alternative rock italiana degli anni 2000. Si sono esibiti sullo stesso palco di gruppi iconici come Coldplay, Foo Fighters, Subsonica e hanno collaborato con artisti del calibro di Caparezza, Afterhours e Mauro Pagani. Stiamo parlando dei Ministri, storica e grintosa band milanese che ha nei live il lato più esplosivo della propria attività. Li abbiamo incontrati in occasione del loro ritorno sulle scene dopo 3 anni con un singolo, "Peggio di niente", in rotazione da una settimana e un EP, "Cronaca nera e musica leggera", che uscirà il prossimo 14 maggio. E, parlando con il cantante Davide Auteliano, detto Divi, e il batterista Michele Esposito, abbiamo scoperto che all'interno della band c'è anche una rivalità calcistica tutta milanese, che quest'anno si è goduta un'inaspettata sfida al vertice della Serie A. 

Partiamo dal singolo, un ritorno alle origini musicali con richiami al periodo che stiamo vivendo: come è nato? 
Divi: "Inizialmente il nostro intento non era parlare di pandemia, abbiamo di stare lontani da frasi fatte e slogan da balcone. Poi è subentrato un senso di rabbia, presto sfociato in una sorta di resa, quando la situazione diventava sempre più mediaticamente veicolata. Abbiamo scoperto di avere le risorse sonore giuste per esprimere al meglio questa sensazione ed è uscito il pezzo". 
Michele: "E’ stato un periodo complicato per tutti. Osservando quello che succedeva all’esterno è uscita 'Peggio di niente'. Il senso del pezzo si può forse racchiudere nel passaggio della 'gente normale che calpesta altra gente', una reazione sociale che mai ci saremmo aspettati in una simile situazione". 

Nel testo citate il De Andrè di Ho visto Nina volare: Faber come avrebbe vissuto questo periodo? 
Divi: "Credo che De André avrebbe affrontato questa situazione con il suo proverbiale cinismo, che è quanto di più vicino a noi ci possa essere". 

Parliamo del nuovo progetto, Cronaca nera e musica leggera, perché la scelta di un EP anziché di un album? 
Divi: "Oggi c'è la tendenza a posticipare le uscite dei dischi in assenza di un'imminente attività live, proponendo una serie di singoli che poi a tempo debito saranno raccolti in un album. Per discostarci da questa dinamica perversa, abbiamo preferito concentrare tutti i nostri nuovi pezzi in una raccolta compatta a livello sonoro e tematico". 

A proposito di live, qual è la vostra visione? 
Michele: "Al momento è difficile avere una visione perché le regole cambiano continuamente. Credo che l'unica via sia l'avanzamento del piano vaccinale e, nel frattempo, la ricerca di un modo alternativo per fare qualche spettacolo live, perché ormai la categoria dei lavoratori della musica è ferma da troppo tempo". 
Divi: "Il problema di musica e spettacoli acquista ancora più risalto se confrontato con i pesi e le misure adottate nelle funzioni religiose prima e con gli stadi, soprattutto in vista degli Europei, poi. Per noi fare spettacolo e musica è di vitale importanza: siamo disposti anche a fare anche sei serate di fila nello stesso posto con poche centinaia di persone tra il pubblico". 

Quindi per l'estate quale pensate possa essere l'attività live dei Ministri? 
Divi: "Se potremo fare concerti normali li faremo, in caso contrario ci adatteremo e troveremo soluzioni alternative, magari un tour elettroacustico. Del resto, la musica non è questione di formule, si può far funzionare in ogni dove e in ogni come. Attendiamo notizie dall'alto, in termini di numeri e capienza, ma il futuro sembra un po' più roseo in questi giorni di possibili aperture". 

Cosa ne pensate dell'ultimo Sanremo e della vittoria dei Maneskin? 
Divi: "Non ne farei un discorso di vittoria del genere rock. Spero che, però, questa vittoria a furor di popolo dei Maneskin possa essere l'inizio di un cambiamento, con frontiere musicali nuove anche in un festival nazional popolare". 
Michele: "E' stato un Sanremo con artisti e contenuti diversi dal solito, basti pensare alla Rappresentante di Lista, Colapesce-Dimartino o Willie Peyote: una tipologia di artisti che per anni è stata lontana dal Festival ma che potrebbe aprire uno scenario che sembrava impossibile fino a qualche tempo fa. Lavorerei però sulle tempistiche: mi sono addormentato praticamente tutte le sere". 
E di Ibrahimovic al Festival cosa ne pensate? 
Divi: "A tratti l’ho trovato forzato. Per un soggetto ancora in attività, con un campionato ancora da decidere, partecipare al Festival non è proprio la scelta più professionale. Detto questo, ho un'adorazione tale per il soggetto che qualunque cosa gli facciano fare per me rimane un idolo". 
Michele: "A me ha fatto sorridere, ha fatto il suo personaggio, ma l'ho trovato divertente". 

Per quale squadra tifate? 
Michele: "Siamo cugini, io sono interista e Divi tifa Milan". 

Un parere sulla vostra squadra in questa stagione? 
Divi: "Il Milan ci ha fatto sognare, però il primo posto era una posizione sopra ogni possibilità e aspettativa. La rosa corta e gli infortuni hanno inciso molto, ma stiamo facendo un ottimo campionato. Finisse con la qualificazione in Champions sarei felicissimo. Mi spiace solo vedere l'Inter in vetta". 
Michele: "Io sono ovviamente contento del primato in classifica e di poter prendere in giro il nostro cantante. E' stato bello tornare agli sfottò di un tempo. Ci prendiamo continuamente in giro sui gruppi WhatsApp e tra milanisti e interisti non succedeva da tempo. Il video più bello dell'anno è sicuramente quello con Carlo Pellegatti che dice: 'Il sorpasso? La prossima volta'. L'ho salvato e ormai me lo gioco ogni settimana". 

Cosa pensate della Superlega? 
Divi: "Sono fermamente contrario, come penso il 95% dei tifosi italiani ed europei. Inoltre credo che questa azione sia stata fatta senza una progettualità: mi è sembrata più una minaccia e provocazione nei confronti dell'Uefa, che pur non è esente da colpe. Il calcio è ormai passato definitivamente nelle grinfie delle manovre di business. La cosa più bella di questa storia è che a riportare il tutto sul pianeta Terra siano stati proprio i tifosi". 
Michele: "Alla fine quello che è passato in questa breve storia della Superlega è che si parla sempre e solo di soldi e questo fa mancare il contenuto. E quando manca il contenuto la gente se ne accorge, si disinnamora e si sente tradita dalla stessa squadra per la quale fa il tifo. Il calcio è uno sport che nasce dal basso e progetti come questo escludono ogni tipo di ideale". 

Dalla Superlega a un Super Festival. Facciamo un gioco: ripartono i live, quale sarebbe il "Festival dei Ministri" per la ripartenza? 
Divi: "Farei un festival itinerante, come l'Europeo di calcio. Partirei da un concerto tra le montagne, come prima serata, con uno scenario ambientale che in Italia sfruttiamo poco. Si potrebbe portare i Metallica sulle Alpi, dove potremmo trovarci tutti a bere come disperati con del sano rock live tra i monti". 
Michele: "Come seconda serata, faccio l’intellettuale che in realtà non sono, mi piacerebbe rivedere Nick Cave, magari all'Arena di Verona o in un teatro, comunque in una dimensione raccolta". 
Divi: "Terza serata, facile: i Ministri a San Siro, così facciamo felici tutti. E come gruppo spalla ci prendiamo i Maneskin". 
Michele: "Ultima serata, proporrei un momento club con David Guetta che ci fa ballare tutta la notte, magari a Torino. Anche se non siamo dei clubber pazzeschi, abbiamo tutti bisogno di ballare un po' insieme dopo questo periodo". 

Tornando al calcio, cosa ne pensate dei vostri rispettivi allenatori?
Michele: "Non amo particolarmente Conte. I suoi discorsi su lifting e inutilità del bel calcio non mi fanno impazzire, ma del resto in questo gioco ha ragione chi vince. Se porta a casa il risultato sarò comunque molto felice, se così non sarà potrò continuare a dire che non mi va molto a genio. Non salirei comunque definitivamente sul suo carro perché sono sempre stato molto critico e la mia coerenza non me lo permetterebbe". 
Divi: "Il mio è un bravo allenatore, professionista e ottimo gregario, che in una situazione come quella attuale sta facendo decisamente molto bene. Non credo resterà su questa panchina a lungo, ma sta costruendo qualcosa di buono perché lavora bene ed è esperto. A me Pioli piace e sta facendo bene". 
Michele: "Anche a me piaceva molto quando era all’Inter (ride, ndr)".