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La storia è questa. Il 23 settembre, durante un consiglio di Lega, l’ad De Siervo spiega di avere dato ordine di spegnere i microfoni rivolti verso le curve affinché i telespettatori non possano sentire i cori razzisti. L’audio è stato prodotto da Repubblica.it, che ha correttamente chiesto allo stesso De Siervo un commento in proposito. Le sue spiegazioni pubbliche sono quasi peggiori di quanto affermato in privato, di fronte a pochi consiglieri (e chissà chi è stato a diffondere l’audio, certo non un amico dell’ad; ma questa è un’altra faccenda, più politica e meno rilevante). Dice De Siervo che la Lega deve vendere il prodotto calcio e che, di conseguenza, è necessario che questo abbia l’immagine migliore possibile. Quindi - per esempio - vengono sospesi i registi che indugiano troppo sulle curve quando contestano o lanciano oggetti: perché ti sei permesso di far vedere che questo mondo non è dorato?

Le affermazioni di De Siervo sono di una gravità assoluta, perché certificano e ufficializzano che il calcio mostrato in tv è artefatto, fasullo, costruito a uso e consumo di chi lo deve guardare dalla poltrona di casa, in Italia o in Cina, ovviamente pagando. La Lega, che quel calcio produce, non vuole offrirlo così com’è, ma lo modifica in base ai propri interessi. Quindi non ci si limita a evitare di inquadrare gli spalti quando sono vuoti, operazione discutibile però non così grave, ma non si ha vergogna a tacitare i microfoni che possono captare i “buuu” razzisti. Così, quando un Balotelli qualsiasi si sentirà vittima di una vessazione, non potrà nemmeno sostenere che quei cori si sono sentiti anche in tv, e che quei personaggi vanno cacciati dagli stadi. Anzi, magari lo tratteranno come uno che si inventa di essere perseguitato.

Chissà se, prima o poi, i padroni del calcio modificheranno anche quanto accade in campo in base ai loro interessi economici: adesso è meglio che vinca questo, anzi no quest’altro, così la serie A avrà maggiore appeal e noi incasseremo di più. Del resto c’è già chi ha messo in discussione l’opportunità che alcuni piccoli club partecipino al campionato più importante.

Intanto, i razzisti insultino pure chi vogliono: nello stadio virtuale di De Siervo, nessuno li sentirà.

@steagresti


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