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"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

"Le trovo molto sciocche. Ancora peggio se ci sono degli oggetti nascosti nei calzini. Una volta Aubemayang per esultare ha tirato fuori una maschera. Per me finisce lì. Non credo che sia un buon modello. Non ha senso”. Parola di Toni Kroos, centrocampista tedesco del Real Madrid, contro il centravanti dell'Arsenal. Che non sono andate giù all'ex Borussia Dortmund, Saint-Etienne e Milan, che in campo, oltre a queste maglie, ha vestito anche le maschere di Batman, Spiderman e Black Panther: "Q​uesto Toni Kroos ha dei bambini? Giusto per ricordare che l’ho fatto per mio figlio poche volte e lo farò di nuovo. Vorrei che un giorno lui possa avere dei figli e che li renda felici come questi alunni della Junior School” la replica su Twitter del 14 dei Gunners, che ha postato anche la foto dei disegni di suoi piccoli fan che ritraggono il centravanti mascherato. E come si fa a dargli torto? 
SOGNARE - Perché è così: il calciatore che segna ed esulta già di per sé fa sognare un bambino, con un'esultanza particolare non può che esaltarlo ancora di più. Indossare la maschera di un supereroe è l'evoluzione del calciatore che aveva le scarpe bianche o gialle o rosse in un mondo, quello degli scarpini, governato dal nero: i Weah e i Simone che dettavano la moda, i campi di provincia, coi bambini a tirare a calci a un pallone, che si coloravano. Si sognava anche così. Dopo le scarpe, sono arrivate le esultanze e anche qui, guardare sognanti: lo Sciuscià di Moriero, la mitraglia di Bati, le maglie personalizzate sotto le divise alla Totti, Le Iene portano bene, l'orecchio di Toni, le orecchie tappate di Depay... Il tutto in continuo aggiornamento. Sognare, sognare, sognare. E lo si fa, da qualche anno a questa parte, anche coi supereroi. Aubameyang è il manifesto, in questo senso, ma anche in passato c'è chi si è mascherato: ricordate Miccoli alla Rey Misterio in una Favorita impazzita e Facundo Sava in versione Zorro che segnava sui campi inglesi? Facevano sorridere, divertire, esultare, lasciando il segno a modo loro e colorando un mondo che deve essere oggi più colorato che mai. Nei film, nei fumetti, sui campi di gioco, dietro la maschera c'è sempre un uomo: se nessuno si presta al gioco (il calcio è un gioco), nessuno lo fa. E Aubameyang, nel suo intento, ha avuto ragione: quei disegni dei giovani fa sono lì a dimostrarlo.
DA ESULTANZA A... PROPRIETA' - E ora c'è un altro supereroe che fa ben sperare i suoi nuovi tifosi. Si tratta di Deadpool, che poi in realtà è Ryan Reynolds, che insieme a ​Rob McElhenney ha acquistato il Wrexham AFC, club gallese affiliato alla Football Association, che milita nella quinta divisione inglese. L'obiettivo è quello di scalare le gerarchie nel calcio britannico, un passo alla volta. Coi tifosi che possono sognare, entusiasmanti, grazie a Deadpool. Alias Ryan Reynolds. Perché alla fine, dietro una maschera, c'è sempre un uomo. E se da grandi poteri derivano grandi responsabilità, e fai il calciatore, quella di far sorridere un bambino è sicuramente una di queste.

@AngeTaglieri88