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Il televoto salva uno dei Festival di Sanremo più strani degli ultimi anni. I telespettatori decretano il trionfo dei Maneskin, che vincono davanti alla coppia Fedez-Michielin e a Ermal Meta, volando così all'Eurovision. Musicalmente alcune scelte (come Madame, il tifoso granata Willie Peyote, Colapesce e Dimartino premiati rispettivamente per il testo, dalla critica e dalla sala stampa oltre ai Coma-Cose, la cui canzone "Fiamme negli occhi" ispira la rimonta della Juve sulla Lazio in prima pagina sull'edizione odierna del Corriere dello Sport) sono azzeccate, ma è il contorno che lascia a desiderare. 

A partire da Ibrahimovic che, in preda a deliri di onnipotenza, pensa di poter fare l'attore, il comico e anche il predicatore. Il suo monologo nella serata finale è l'emblema di un programma-evento privo di argomenti e valori. "Se sbaglia Zlatan, puoi sbagliare anche tu. Ognuno di voi, nel suo piccolo, può essere Zlatan", sentenzia l’attaccante del Milan con parole che non ispirano e non sanno toccare gli animi. In un anno difficile per tutti era dura trovare un super ospite così poco consolatorio e protagonista di sketch cringe: Amadeus ci è riuscito. 

Il filo conduttore del suo Festival è un personaggio che è stato capace di farsi dare del pagliaccio da Lebron James, perché aveva dichiarato: "Non mi piace quando le persone con uno status parlano di politica, fai solo quello in cui sei bravo". E allora, come suggerisce proprio lo svedese, almeno quando sono pagate (e non poco) facciamo fare alle persone quello in cui sono brave. Ibra è capace di giocare a calcio, e nel farlo è tra i migliori al mondo, punto. Non è Roberto Baggio, genio sul campo e ispiratore fuori, che proprio a Sanremo ci ha regalato uno dei monologhi migliori di sempre con una lettera ai giovani. Non ha il suo spessore, né il suo carisma. 

Rimanga sul campo, così come Bugo dovrebbe rimanere il più possibile lontano da quel palco: un cantante che non azzecca una nota in quattro sere a Sanremo forse dovrebbe riflettere su chi "l’ha portato dentro" (Morgan, ndr) e ringraziarlo per davvero. In questo Festival 2021, tra gli ospiti spiccano Achille Lauro, Elodie e Mahmood. Si è vista anche tanta qualità tra gli artisti in gara. Perché la musica italiana è viva e non è necessario condirla con qualunquismi, finti perbenismi o populismi di ogni sorta. Dalla prossima edizione si torni a far parlare solo la musica. E che la musica, speriamo, possa tornare anche su palcoscenici migliori. 
 


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