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Un futuro tutto da scrivere quello di Zlatan Ibrahimovic al Milan, dopo il terremoto societario che ha portato all'addio improvviso di Zvonimir Boban e che verosimilmente causerà anche la partenza a fine stagione di Paolo Maldini, lasciando pieni poteri nelle mani dell'ad Ivan Gazidis per ricostruire l'intera area tecnica. L'imminente rivoluzione, che potrebbe avere nel tedesco Ralf Rangnick e i suoi più fidati collaboratori (senza dimenticare il capo dell'area scouting Moncada e il braccio destro di Gazidis, Almstadt) i suoi capofila, possono cambiare le intenzioni del campione svedese, ancora incerto se proseguire la propria carriera dopo giugno. Tanto più con le incognite relative alla competitività del club rossonero nella prossima stagione.

DA OSIMHEN A MALEN - Ecco perché il Milan non vuole e non può farsi cogliere alla sprovvista in caso di addio di Ibra e ha già appuntato sul taccuino diversi nomi. Profili di prospettiva, giocatori più o meno noti al grande pubblico e obiettivi economicamente compatibili con i parametri imposti da Elliott, disposto a investire su giovani di grande talento che possano esplodere con la maglia del Milan e, qualora fosse necessario, rappresentare sicure plusvalenze. E così, oltre ai nomi più reclamizzati, come quelli di Victor Osimhen del Lille (18 gol in 38 partite), Myron Boadu dell'Az Alkmaar (20 reti in 39 gare) e Donyell Malen del PSV Eindhoven (17 gol in 25 partite, prima dell'infortunio al ginocchio dello scorso dicembre), ciò che resta oggi dell'area mercato rossonera è al lavoro per sondare piste alternative provando ad anticipare la concorrenza.

IL NOME DI RANGNICK - Un nome decisamente noto a Rangnick è quello di Patson Daka, attaccante classe '98 del Salisburgo: arrivato dallo Zambia nell'estate 2017 e rivelazione all'ultimo Mondiale Under 20 dopo aver già deliziato molti osservatori europei in Youth League, ha raccolto l'eredità di Haaland dopo la cessione del norvegese al Borussia Dortmund. Esterno offensivo ma pure centravanti all'occorrenza, ha già messo a referto 20 gol e 8 assist in 34 apparizioni stagionali. Si sono messi in mostra nel campionato belga, ma anche in Europa League - mettendo paura alla Roma - il canadese Jonathan David e l'ucraino Roman Yaremchuk. Il primo, classe 2000, è stata un'autentica intuizione degli osservatori del Gent, che lo hanno pescato in Canada per pochissimi soldi e sono pronti a passare all'incasso dopo una stagione da urlo, che al momento lo ha visto andare a bersaglio 23 volte in 40 partite. Il secondo, classe '95 e nel giro delle nazionale allenata da Shevchenko da oltre due anni, si sta consacrando in Belgio dopo la trafila nel settore giovanile della Dinamo Kiev: il suo bottino parla di 17 gol in 30 presenze.
IN SECONDA FILA - Non partono in prima fila, ma vengono comunque monitorati in virtù di numeri e prestazioni degne di nota nel corso di questa annata, anche giocatori come Shon Weissman del Wolfsberger (anche lui avversario della Roma in Europa League), autore di 29 centri in 30 partite. Classe '96, ha il contratto in scadenza nel 2021 e per questo può rappresentare un'occasione a certe cifre. Discorso che vale fino a un certo punto per il norvegese classe '95 Alexander Sorloth, capocannoniere del campionato turco e leader della capolista Trabzonspor con i suoi 25 gol in 39 match. E' in prestito fino al 2021 dal Crystal Palace, che spera ora di far fruttare i 9 milioni investiti nel gennaio 2018.

In attesa della risposta di Ibrahimovic, il Milan prova a guardare al futuro e le idee non sembrano mancare.