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"Oggi non verrà, ma verrà domani". Le parole che Didi e Gogo si sono sentiti dire aspettando Godot nella celebre opera di Samuel Beckett sono le stesse che riecheggiano ormai da settimane tra i corridoi di Casa Milan: Zlatan Ibrahimovic oggi non verrà, verrà domani?

Le operazioni per il ritorno in rossonero del 38enne svedese stanno vivendo una vera e propria fase di stallo, con Ibra che ancora tarda a sciogliere le proprie riserve. A Boban non è bastato alzare l'offerta economica, da 2 a 3 milioni di euro netti fino al termine della stagione, per convincere il centravanti a rompere gli indugi, Zlatan spinge per un accordo di 18 mesi e non di 6 con opzione per altri 12.

E intanto anche Ibrahimovic, a sua volta, aspetta. Aspetta il Napoli, che gli azzurri producano in una mossa concreta i primi contatti avuti con Mino Raiola per ragionare sui termini dell'operazione. Rino Gattuso, presentato oggi come successore di Ancelotti, ha preferito nicchiare senza chiudere all'arrivo dello svedese, già accarezzato la scorsa stagione quando era seduto sulla panchina rossonera: un anno dopo una nuova possibilità, tutto nelle mani di De Laurentiis e Giuntoli.

Stallo quindi, in attesa delle mosse del Napoli e delle scelte di Ibrahimovic. Il Milan resta avanti, ma la situazione sta spazientendo la società rossonera che spera di poter arrivare a una risoluzione prima del 15 dicembre, deadline fissata per l'affaire Ibra: le prossime 48 potrebbero essere decisive in questo senso, Boban e i rossoneri non sono intenzionati ad alzare ulteriormente l'offerta e attendono un segnale deciso da Zlatan, per capire se possa essere lui il rinforzo per l'attacco o se sia necessario virare su altri nomi (come ad esempio Mandzukic). Il Milan non si muove e aspetta Ibrahimovic, sperando che l'attesa non sia infine vana come per Godot.

@Albri_Fede90