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Sono giorni di riflessione per Zlatan Ibrahimovic, ormai fermo dallo scorso 25 ottobre, quando la sua seconda e ultima stagione in MLS si è conclusa con la sconfitta nei play-off dei suoi Los Angeles Galaxy contro i rivali cittadini del Los Angeles FC. Settimane nelle quali Bologna, Napoli e soprattutto Milan si sono fatte sotto per provare a convincere il gigante di Malmoe a firmare l'ultimo contratto della sua carriera. La squadra allenata da Sinisa Mihajlovic, legato ad Ibra da un rapporto di grande amicizia, si è tirata fuori per bocca del responsabile dell'area tecnica Walter Sabatini, mentre l'ipotesi Napoli ha perso di consistenza dopo l'avvicendamento tra Ancelotti e Gattuso in panchina; rimane in corsa, apparentemente, solo il Milan, che inizia però a mostrare segnali di fastidio per un'attesa che si protraendo oltre ogni previsione.

GUERRA DI POSIZIONE - Ibrahimovic e il suo procuratore Mino Raiola non sono del tutto convinti dall'offerta presentata dal club rossonero, che mette sul piatto un contratto fino al termine della stagione a 2 milioni di euro a stagione, con l'opzione di rinnovo per altri 12 mesi a 4 milioni di ingaggio. Il prolungamento diventerebbe automatico in caso di raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League, col Milan attualmente distante 11 punti dal quarto posto. L'attaccante svedese spinge invece per un contratto garantito di 18 mesi, perplesso anche dal fatto di dover muoversi nuovamente con tutta la famiglia per un periodo più breve, per quanto la città di Milano rappresenti una soluzione da sempre nelle grazie della moglie Helena.

ATTESA MA NON IN ETERNO - Valutazioni che proseguiranno in questi giorni e che non è dato sapere sino a quando, ma che hanno certamente lasciato il segno nella dirigenza rossonera, come testimoniano le dichiarazioni delle scorse ore di Paolo Maldini e Zvonimir Boban, che hanno sottolineato come più passi il tempo e più diminuiscano le possibilità di un ritorno al Milan di Ibra. L'idea dei due responsabili dell'area tecnica era di poter contare sul calciatore già da metà mese per farlo allenare dopo due mesi di inattività e averlo nelle migliori condizioni fisiche possibili alla ripresa del campionato a gennaio. Il Diavolo aspetterà ancora, sperando che il campione svedese sciolga le sue riserve a stretto giro di posta, ma non lo farà in eterno. Perché il mercato di gennaio chiama e Maldini e Boban non vogliono farsi condizionare dai “capricci” di Ibrahimovic.