105
Zlatan Ibrahimovic a tutto campo. L'attaccante del Milan si è raccontato in una lunga intervista a Che tempo che fa, su Rai3. Tra i temi trattati anche il rinnovo di contratto con i rossoneri, in scadenza il 30 giugno 2022. Sui dolori che sente di continuo: "So perché e a cosa serve questo dolore. Sono abituato a soffrire, ma trasformo la sofferenza in energia per raggiungere i miei obiettivi. Ne ho passate tante nella mia carriera, quello che mi permette di superare i problemi è proprio l'adrenalina. Da bambino ero più rock'n'roll, oggi sono più maturo. Ero molto attivo, mamma e papà provavano a controllarmi, ma non era facile. Mio figlio Vincent ha la stessa mentalità di Gattuso, la stessa cattiveria​".

SUL LIVERPOOL - "Dobbiamo usare l'adrenalina per ottenere quello che vogliamo. Scaramanzia? Non credo in queste cose, sono più forte della scaramanzia. Impresa? Dobbiamo semplicemente fare il nostro lavoro, credere in noi stessi. Il Milan è cambiato non soltanto per merito mio, possiamo dire che è tornato ad alto livello, dove deve essere. Ibra porta magia? Sempre".

SU MALDINI - "Ho giocato con Paolo Maldini e adesso con suo figlio. Vediamo se riesco a giocare anche con il figlio di Daniel... (ride). Con questa adrenalina è possibile..​".

SUL RINNOVO - “Il contratto? Un giorno scadrà, ma io voglio giocare il più possibile. Non voglio pensare che potevo continuare a giocare e non l’ho fatto. Non voglio rimorsi. Speriamo sia al Milan per tutta la vita. L'obiettivo è vincere ancora lo scudetto, certo".

DOPO IL CALCIO - “Non so cosa mi aspetta dopo il calcio. Non sono pronto per questo nuovo capitolo della mia vita”.

SUGLI INSULTI ‘ZINGARO’ - “Non serve fare cose che non hanno conseguenze. A Roma e anche prima mi hanno urlato zingaro e nessuno fa niente. Bisogna fare qualcosa contro tutte le discriminazioni”.
SU RONALDO -  “Il Fenomeno, lui è il più forte della storia secondo me. Volevo imitarlo in campo ma non ero veloce come lui

SU MOURINHO -  “Grande amico, grande allenatore. Abbiamo vinto insieme, mi ha fatto crescere in campo e fuori”.

SU ANCELOTTI - “Grande persona. Quando ho lasciato il Psg l’ho chiamato: ‘Mister come stai?’. E lui: ‘Non mi chiamare più mister, sono tuo amico ora’”.

SU RAIOLA - “Amico, papà, è sempre al mio fianco. Posso chiamarlo per ogni cosa”.

SUI FIGLI - “Maximilian e Vincent, i miei figli. Per me sono tutto”.