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Si ha la sensazione che il mercato sia ancora lungo, perché chiude il 2 settembre alle 8 di sera: quel giorno e quell’ora sembrano lontanissimi. Ma non è così se si devono muovere tanti grandi calciatori, i quali hanno ingaggi elevatissimi, ambizioni straordinarie, caratteri particolari: Icardi, Higuain, Dybala, Dzeko, Mandzukic, Khedira (e forse Matuidi). E non è così se in palio ci sono tanti e tanti milioni di euro per le società coinvolte, Juve e Inter soprattutto (molto meno la Roma, la sola che può permettersi il lusso di rimanere così com’è senza accusare gravi danni di bilancio né tecnici).

Questa settimana sta scivolando via con il Ferragosto di mezzo, se arriveremo a lunedì senza che nulla sia accaduto allora di giorni ne resteranno quindici. Tanti? No. Perché nel corso dell’ultima settimana - ce lo insegna l’esperienza - è difficilissimo organizzare un’operazione che riguarda un campione di alto livello, figurarsi mettere in moto un giro di attaccanti così complesso. La prossima settimana, dunque, potrebbe diventare determinante.

Una situazione del genere si verificò nel 2002. Allora il 31 agosto l’Inter cedette Ronaldo al Real Madrid e prese Crespo dalla Lazio, la quale a sua volta acquistò Corradi dai nerazzurri. Tutto l'ultimo giorno. Un giro complesso ma molto più semplice di quello Higuain-Dzeko-Icardi-Dybala, sia perché all’epoca le relazioni tra le società coinvolte erano buone, sia perché i calciatori volevano effettivamente cambiare squadra (stavolta solo Dzeko ha davvero questo sacro fuoco). E comunque era un’epoca in cui le regole c’erano, ma potevano essere aggirate abbastanza comodamente. Il mercato chiudeva la sera del 31, a mezzanotte, e tre ore dopo il procuratore di un attaccante coinvolto nella mega-operazione ancora non immaginava che il suo giocatore avrebbe cambiato squadra: lo chiamarono la mattina successiva, contratti e firme furono retrodatati. Oggi sarebbe impossibile.

Ma chi rischia di più in questa bagarre? Certamente la Juve, la quale in teoria deve disfarsi di quattro calciatori con stipendi che viaggiano tra i 5 e i 7,5 milioni netti a stagione e in più prendersi Icardi (ma oggi Paratici si accontenterebbe di cedere almeno tre di quei giocatori, anche senza prendere nessuno). Qualche pericolo lo corre anche l’Inter, che potrebbe rimanere con il cerino Maurito in organico. La Roma, se non molla Dzeko prima di avere il sostituto, è tutto sommato tranquilla; il bosniaco molto di meno.

Il tempo stringe, è necessario fare in fretta. Altrimenti nessuno si muove, ma forse qualche testa salta.

@steagresti   


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