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Accostato recentemente all'Atletico Madrid di Diego Simeone, Mauro Icardi si è concesso ai microfoni de Il Giornale per parlare a tutto tondo del suo momento all'Inter escludendo, però, ogni possibilità di addio a fine stagione: "Se l’Inter mi manda via, io vado. Ma io voglio rimanere, sto benone e ora penso alle sei partite che serve vincere per andare in Europa League. Qui, in futuro, vorrei vincere la Champions. Nell’Inter vorrei lasciare un segno: fare tanti gol ed essere ricordato come la gente del triplete, che è stata grande. Poi in nazionale vorrei vincere il mondiale, magari i prossimi due-tre. Sono giovane. Stare fermo 5 mesi, in un anno così importante, ti esclude. Ho lottato con la pubalgia, all’inizio della stagione è stata dura. Anche adesso non sto ancora bene".

I due gol al Bologna hanno rilanciato l'affetto del popolo interista: "Ho visto la gente in piedi, urlare. Mi esalta l’urlo dello speaker che dice il tuo nome. Bello. Il gol più emozionante è quello segnato alla Juve, prima rete nell’Inter. Non ho un modo preferito di segnare. Se ti arriva la palla e segni con le orecchie va bene. Basta che entri. Somiglio a Batistuta come punta d’area. Era incredibile come calciava e con la testa. Mi piacerebbe ripercorrere la sua carriera. Sarà difficile, ma ci proviamo".

Impossibile non parlare del proprio rapprorto con i social network e con l'ex moglie di Maxi Lopez, Wanda Nara: "Lo fanno tutti, siamo nel 2014. Noi siamo più esposti: io sono un calciatore e Wanda una donna conosciuta. La gente ti guarda un po’ di più. Ma non sono solo i giovani ad andare sui social. Anche l’Inter mette le foto dell’allenamento".

Tornando al campo, infine, Icardi lascia qualche dubbio sulla gestione tattica di Walter Mazzarri: "In difesa dobbiamo essere più attenti, serve più concentrazione. Noi abbiamo provato a fare quello che ci chiede, ci abbiamo provato nel miglior modo. Lui vuole un calcio sugli esterni, terzini che vanno in avanti... Poi, certo, se troviamo squadre che si mettono in undici dietro, manca lo spazio per passare o giocare palla facile".