In casa Inter c’è un enorme punto interrogativo: Mauro Icardi tornerà mai quello di prima? Al momento il clima di tensione non aiuta a vedere oltre le nubi e intanto il bomber argentino salterà la seconda gara consecutiva (non convocato per la partita contro la Sampdoria) dopo quella contro il Rapid Vienna. È fin troppo evidente: ad Appiano Gentile c’è un urgenza da gestire, ma la società di corso Vittorio Emanuele concederà ancora a Icardi qualche giorno per smaltire la batosta. La rimozione della fascia da capitano si porta dietro tantissime scorie e il ripristino dell’omeostasi potrebbe richiedere più tempo del previsto. 

NESSUNO SCONTENTO - La decisione di affidare la fascia ad Handanovic è uno smacco per Icardi, che finora aveva sempre avuto la società dalla sua. Con l’arrivo di Marotta non è più così, questa volta l’Inter, con una sola mossa, ha assecondato i malumori dello spogliatoio e arginato Wanda Nara, le cui uscite mediatiche hanno contribuito ad incendiare l’ambiente. Insomma, in Pinetina non sembra esserci proprio nessuno scontento, segno evidente di come all’interno di quello spogliatoio mai nessuno lo abbia riconosciuto come leader e trascinatore.  Il perché lo ha spiegato bene Luciano Spalletti, che in conferenza stampa è stato chiarissimo: “All’interno dello spogliatoio serve rispetto, bisogna pensare al noi e non all’io, pensare più alla collettività che alle prestazioni individuali, perché da soli non si va da nessuna parte”. Queste le parole del tecnico toscano, che ha bastonato Icardi, augurandosi però di poterlo recuperare in fretta. Perché l’idea dell’Inter è quella di scindere la questione sportiva da quella umana. Ma questo, almeno al momento, appare molto complesso per Icardi, che a Milano inizia a vedere più nemici che amici. Il primo passo per recuperare terreno sarebbe quello di rompere il muro dell’orgoglio e mostrarsi disponibile verso tifosi, spogliatoio e dirigenza. Questo potrebbe essere per lui il momento giusto per dimostrare l’amore spesso sbandierato verso i colori nerazzurri a prescindere da quel simbolo che indossava al braccio. Ma se Icardi continuerà a vivere la situazione attuale come un affronto, sarà difficile rivederlo in campo con le giuste motivazioni. Curioso come in breve tempo si siano capovolti i ruoli: poche settimane fa, dopo la sconfitta contro il Bologna, Icardi postava sui social: “Se non la ami quando perde, non amarla quando vince”, rivolgendosi ai tifosi, che non l'avevano presa bene. Adesso sono gli stessi tifosi che potrebbero consigliargli: “Se non la ami quando ti va male, non amarla quando te la danno vinta”.