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Pari anche in Inghilterra, terza partita senza sconfitta per gli azzurri e primo posto confermato nel girone di Nations League. L’Italia è piaciuta di più nei primi 45', quando ha giocato con personalità, idee e qualità ed è stata superiore all’Inghilterra. Ha creato molto ma non ha segnato. In queste tre gare, con Germania, Ungheria e Inghilterra, tre reti e nessuna del centravanti, sia Raspadori che Belotti e Scamacca, stavolta piuttosto deludente. Un dato su cui riflettere: l’Italia non ha trovato il gol in 4 delle ultime 7 partite. Le cose migliori da Tonali, Pellegrini, Pessina e Di Lorenzo, è stato all’altezza anche Gatti, al debutto dopo la stagione in B col Frosinone. Meno brillante la ripresa, ma questo è un altro passo verso la creazione di una nuova squadra. Le idee ci sono, lo spirito anche.

UN TEMPO AZZURRO - Bello il nostro primo tempo di Wolverhampton. Bello come il secondo di Cesena, solo che in Romagna l’avversaria era l’Ungheria, in Inghilterra invece avevamo di fronte i padroni di casa. Stadio vuoto (per il provvedimento dell’Uefa dopo i disordini dei tifosi inglesi nelle gare dell’Europeo, in tribuna solo 3.000 ragazzini), ma per i Tre Leoni la voglia di prendersi una rivincita dopo la finale di Wembley era viva. Mancini ha cambiato 9 giocatori su 11 rispetto all’Ungheria, compreso l’ottavo debuttante di questo mese, il futuro juventino Gatti, confermati solo Donnarumma e Lorenzo Pellegrini. Eppure la Nazionale, proprio come succedeva nel biennio precedente all’Europeo, si è ritrovata subito. L’ha guidata Tonali, l’hanno resa pericolosa sia Pessina che Pellegrini e questo nonostante la presenza forte dell’Inghilterra. Southgate si era accorto nelle partite con Germania e Ungheria che gli azzurri avevano cambiato tipo di manovra e ha tentato di sottrarre ai suoi avversari la profondità. Gli è riuscito solo a tratti perché quando l’Italia attaccava lo faceva con velocità, verticalizzando in un batter d’occhio.

LA “DONNARUMMATA” - Al 45', quattro occasioni da gol per noi, due per l’Inghilterra. La prima dopo meno di 2' sull’asse Pellegrini-Frattesi che ha messo fuori davanti a Romsdale. Subito dopo l’errore ormai classico di Donnarumma, la modaiola costruzione da dietro con palla-gol regalata ad Abraham, per fortuna del portiere parigino rimontato da Locatelli. Da ora in poi la chiameremo la “Donnarummata”. E’ stato il miglior momento degli inglesi che hanno centrato la traversa (con deviazione di Donnarumma, che in questo modo si è un po’ riabilitato) con Mount dopo uno scambio rapido con Sterling.

LE ACCELERAZIONI - La nazionale di casa faceva girare palla, la nostra, quando se ne impossessava, puntava dritto all’area inglese. Bellissima e clamorosa l’occasione degli azzurri al 20': lancio di 50 metri di Tonali da sinistra a destra, cross al volo di Di Lorenzo, arrivo a rimorchio dello stesso Tonali e parata d’istinto e di stinco di Romsdale. Poi Scamacca (stop e palla in curva ai bordi dell’area piccola) e Pessina (tiro in piena area deviato in angolo) hanno chiuso il primo tempo. L’Italia giocava accelerando. Dietro reggeva bene, con Gatti che doveva uscire su Mount. Ecco, la posizione di Mount, alle spalle di Locatelli ma non schiacciato sulla nostra linea difensiva, ha portato a qualche incertezza degli azzurri. Meglio noi a centrocampo con Frattesi davanti all’equilibratore Rice e Tonali a spadroneggiare davanti a Ward-Prowse. E come accadeva anche prima, come accade da sempre nella Nazionale di Mancini, al gioco che sgorgava senza intoppi non corrispondeva nella stessa misura il numero di gol. Su 4 occasioni, 0 reti. Anche questo purtroppo è un classico.

IL DEB NUMERO 9 - L’Inghilterra ha iniziato il secondo tempo meglio dell’Italia. Sterling ha sbagliato un gol impossibile da sbagliare a due passi dalla porta azzurra, nell’occasione troppo leggera la marcatura di Pellegrini su James al momento del cross e disattento Gatti che si è fatto sfilare Sterling alle spalle. Dopo un quarto d’ora gli azzurri hanno riequilibrato un po’ la gara con un’occasione di Di Lorenzo. Superata l’ora di gioco, Mancini ha spedito in campo il nono debuttante di questo nuovo inizio, Salvatore Esposito al posto di Locatelli: come Gatti, e prima ancora Zaniolo, di Esposito ricorderemo l’esordio in Nazionale prima che in Serie A. Dentro anche il giovanissimo Gnonto al posto di Pellegrini. Southgate ha scelto invece la forza e l’esperienza di Kane (fuori il romanista Abraham, un’ora non brillantissima), oltre a Phillips (per Rice) e Bowen (per Mount). Gnonto, spedito a destra con Pessina spostato a sinistra, si è fatto vedere subito con scatto e conclusione sull’esterno della rete. Esposito, nel frattempo, si è subito adeguato al livello di personalità di tutta la Nazionale.

ATTACCO MINI - In questo secondo tempo la partita ha perso velocità, vigore e precisione. Sarebbe stato utile l’apporto di Scamacca, che invece restava troppo staccato dalla squadra. Per il centravanti del Sassuolo non è stata proprio una prestazione incoraggiante, motivo per cui a un quarto d’ora dalla fine Mancini lo ha tolto per far entrare Raspadori. Abbiamo chiuso con un attacco in miniatura (Gnonto-Raspadori), ma molto tecnico e veloce. Nel finale dentro anche Cristante (fuori il combattente Pessina) e Florenzi (fuori Dimarco). Nel recupero, ultimo giallo per Tonali che, già diffidato, salterà la sfida contro la Germania martedì prossimo a Mönchengladbach.

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IL TABELLINO

Inghilterra (4-2-3-1): Ramsdale; James, Maguire, Tomori (43' st Guehi), Trippier; Rice (20' st Phillips), Ward-Prowse; Sterling (34' st Saka), Mount (20' st Bowen), Grealish; Abraham (20' st Kane). A disp.: Pope, Pickford, Stones, Walker, Coady, Bellingham, Gallagher. All.: Southgate

Italia (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Gatti, Acerbi, Dimarco (42' st Florenzi); Frattesi, Locatelli (19' st Gnonto), Tonali; Pessina (43' st Cristante), Scamacca (32' st Raspadori), Pellegrini (19' st Esposito). A disp.: Gollini, Meret, Luiz Felipe, Calabria, Politano, Barella, Scalvini. All.: Mancini

Arbitro: Marciniak (Polonia)

Ammoniti: Locatelli (I), Grealish (IN), Gatti (I), Ward-Prowse (IN), Tonali (I)