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Se guardate il tabellino delle ultime partite del Pordenone, tra i marcatori troverete sempre lo stesso nome: Davide Diaw. Sei gol nelle ultime sei partite giocate dall'attaccante neroverde, che anche nella vittoria di oggi contro il Venezia ha timbrato il cartellino. Fino a cinque anni fa faceva il magazziniere, oggi è il capocannoniere della Serie B con 10 gol insieme a Coda del Lecce. 

I KO - Madre friulana e padre senegalese, lui si sente italiano al 100% con un po' d'Africa dentro al cuore. Diaw (foto sito ufficiale Pordenone) è nato a Cividale del Friuli, un paesino del Friuli di 10mila abitanti dove spesso aiutava un amico negoziante a scaricare la merce. Il pallone era solo sullo sfondo, un passatempo nei momenti liberi. Ma dai Dilettanti alla Serie B è un attimo, o quasi. Nel mezzo due brutti infortuni: la rottura del ginocchio - prima ancora di diventare professionista - poi la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, quando era già all'Entella in Serie B. Due ko che avrebbero mandato in crisi chiunque, ma Davide non si è mai abbattuto tirandosi su ogni volta. 
L'AFFARE - Il brasiliano Ronaldo e Cissé sono i suoi modelli, oggi sorride e dopo una stagione e mezza da protagonista nel Cittadella col quale ha sfiorato la promozione in Serie A sta trovando la sua definitiva consacrazione al Pordenone che in estate ha investito circa 2,5 milioni di euro. Intuizione giusta quella dei Ramarri, che si sono ritrovati tra le mani un bomber da 10 gol in 16 partite. Tesser lo sa e non rinuncia mai al suo attaccante, l'unica volta in cui non l'ha potuto schierare è stato per squalifica contro la Cremonese: è stata l'unica sconfitta nelle ultime sette gare. Sono bastati pochi mesi a Davide per conquistare la fiducia di tutti e diventare la certezza del Pordenone: dal magazzino al campo, la favola Diaw è appena iniziata.