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Da venerdì scorso gran parte della Penisola è in festa per i 15 punti di penalizzazione inflitti dalla Corte di Giustizia federale alla Juventus. Per tanti antijuventini è stato un sogno che si è avverato, dopo quello di Calciopoli. Il procuratore Chiné si era fermato a 9 punti, provate a immaginare quanto li abbia fatti godere ancora di più la maggiorazione della pena decisa dalla Corte. Roba da fuochi d’artificio, come quelli che sono soliti sparare a Napoli. Dove ormai si apprestano a pianificare i festeggiamenti per lo scudetto Tris della loro storia, un tricolore che – a meno di cataclismi – la squadra di Spalletti dovrebbe aggiudicarsi in scioltezza, considerando forza della squadra e qualità del gioco espresso in campo.

Un tricolore atteso dai tempi di Maradona, che se il Napoli riuscirà a conquistare dopo 40 anni lo avrà fatto senza contenderselo con la nemica per eccellenza, la Juventus appunto. Sottratta alla competizione da una sentenza parecchio afflittiva della giustizia sportiva, come già accaduto nel 2006. Allora Madama venne estromessa dai giochi con la retrocessione in altra categoria, stavolta è stata penalizzata a campionato in corso con una sottrazione di punti che, di fatto, la taglia fuori non solo da una già complicata lotta – scudetto (prima della sentenza Figc, il distacco dalla capolista Napoli ammontava a 10 lunghezze) ma probabilmente anche dal quella per un posto in Europa nella prossima stagione. Sempre che la Uefa non usi pure lei il pugno duro con il club bianconero ,chiudendole le porte d’accesso a qualsiasi competizione continentale per aver presentato a Nyon dei bilanci farlocchi (sempre che i legali non dimostrino il contrario). Ma questa è una storia eventualmente ancora da scrivere.

Restando alla stretta attualità, la Juventus è stata privata dalla Corte federale di qualsiasi possibile velleità di competere per il titolo. Sminuendone di fatto anche il valore, com’era stato per quello vinto dall’Inter nel 2007, nel primo campionato post Calciopoli, senza la Juve e altre squadre penalizzate. Per carità, il Napoli lo scudetto se lo sta strameritando, ma un conto è vincerlo per manifesta superiorità sul campo, come dimostrato dal recente 5-1, un altro con uno dei principali e possibili avversari tolto di mezzo da una sentenza, per altro parecchio discutibile (al netto delle colpe commesse dalla ex dirigenza juventina).
Era stato lo stesso Spalletti a ritenere la Juve ancora in corsa, se non addirittura il competitor più pericoloso “perché (disse) non c’è quarto posto che tenga per un club come la Juventus”. Quindi, nonostante il cappotto inflittole al Maradona e i 10 punti di distacco, pure lui continuava a non considerare ancora morta la Juve, essendoci da giocare un intero girone di ritorno. La Corte federale gli ha così fatto un insperato favore.

Adesso resta però da capire se questa pena afflittiva verrà confermata anche dall’Arbitrato del Coni, oppure respinta e la Juventus rimessa di nuovo in gioco, come sotto sotto si sta augurando Allegri, fiducioso sul lavoro dei legali bianconeri, i quali ritengono esistano margini per annullare questa pesante sentenza. Poi ci saranno da superare gli altri scogli, quello riguardante la grana stipendi non iscritti a bilancio, e il settlement agreement concordato con la UEFA. Ma ribaltare la prima sentenza federale sarebbe già un successo. E il desiderio di capire bene perché sia stata penalizzata così pesantemente solo la Juve lo ha espresso pure il ministro dello sport Abodi.

No a caso il procuratore Chiné ha (finalmente) deciso di vederci chiaro anche sulla vicenda riguardante l’acquisto di Osimhen da parte del Napoli, sulla quale sta indagando da tempo pure la procura locale, insieme ad altre operazioni contabili per le quali viene ipotizzato dai magistrati il reato di false comunicazioni in bilancio da parte dei vertici del club campano. Vicende che fino all’altroieri venivano derubricate alla voce “quisquilie” da noti opinionisti partenopei. Se davvero la procura federale deciderà di scoperchiare il vaso di Pandora, potrebbero esserci sorprese e la classifica del campionato di Serie A shakerata per bene. Quindi, halma!