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Dunque il Milan può rinunciare tranquillamente al trequartista? Se cambia modulo come ha fatto col Napoli e Bennacer gioca a questi livelli, la risposta è sì. Il più è capire se si è trattato di una soluzione mirata o se invece siamo di fronte a una svolta tattica vera e propria. Che Milan aspettarsi sabato contro l’Empoli e più in generale da qui fino alla fine del campionato? Pioli rovescerà di nuovo il triangolo di centrocampo a favore di Brahim Diaz? O insisterà coi tre di domenica sera al Maradona? In questo articolo proveremo a spiegare perché, al di là della buonissima prestazione di Napoli, la questione è ancora molto aperta. 

4-3-3 PER DUE MOTIVI - La tentazione infatti è quella di interpretare una modifica puntuale, pensata chiaramente ad hoc per un avversario, come uno spartiacque tattico fra un prima e un dopo. Ma non tutte le squadre di Serie A giocano come il Napoli. Anzi, in realtà nessuna palleggia bene come il Napoli. Questo Pioli lo sapeva, e così ha puntato su un certo tipo di contrapposizione difensiva. Quella che vedete qui sotto. 



Con le due mezzali del 4-3-3 (Bennacer e Kessie) il Milan andava a oscurare i due hub fondamentali del gioco di Spalletti: Fabian e Lobotka. In più Tonali, in qualità di vertice basso, aveva il compito di schermare Zielinski, l’altro connettore del Napoli lungo l’asse centrale del campo. Si creavano così tre duelli nei quali il Milan, alla distanza, poteva far prevalere la sua fisicità. Ma sarebbe impoverente relegare questa mossa di Pioli alla sola fase difensiva. C’è un secondo motivo dietro, una ragione complementare che riguarda l’altra fase, quella offensiva. Pioli ha collocato Bennacer su una debolezza del Napoli.



L’ha piazzato sui ritardi e sulle mancate diagonali di Insigne. Così da un lato ha coperto le principali fonti di gioco degli avversari, dall’altro ha liberato un uomo sullo spazio di mezzo di destra. Ma non uno qualunque, uno come Bennacer, che in passato ha giocato anche trequartista, uno che insomma poteva svolgere alcune delle funzioni svolte di solito da Brahim Diaz tra le linee, ma un po’ più a destra.



Essendo questo uno degli obiettivi della costruzione del Milan, Messias coerentemente stava largo, con l’intenzione di ‘fissare’ Mario Rui e aprire all’algerino un certo raggio di ricezione (vedi l’immagine sopra, qualche momento prima del contatto fra Koulibaly e Bennacer nell’area del Napoli).

FUNZIONI COORDINATE - Nel fotogramma seguente, benché Leao stia per perdere palla aggredito da Di Lorenzo, si notano meglio le funzioni coordinate delle due mezzali rossonere. Kessie, col suo movimento, porta via dal centro uno dei due interni (Fabian), sicché proprio al centro del campo si genera uno spazio difficilmente difendibile dal compagno di reparto di Fabian, il povero Lobotka, alle cui spalle è già tutto libero e pronto a ricevere nuovamente Bennacer, con Insigne ancora immortalato in flagrante ritardo. 



E quando casi come questi iniziano a ripetersi nel corso della gara, allora significa che quel posizionamento fastidioso era certamente studiato per risultare così fastidioso. Era mirato per far male al Napoli, insomma. Mi viene in mente quell’azione del Milan, nella ripresa, terminata proprio con un tiro di Bennacer. C’è la solita traccia mezzala-mezzala, con spazio di ricezione garantito per l’algerino.


Che Insigne recuperi, stavolta non ha nemmeno troppa importanza. Perché Bennacer è in grado di insistere sulla debolezza, resistendo alla carica e mantenendo con una sterzata il possesso in quella zona, dove il Napoli potrebbe faticare a riorganizzarsi.



Infatti va proprio così: sulla consegna Insigne-Lobotka, Fabian non fa in tempo a seguire Kessie, che intelligentemente arriva a collocarsi tra le linee, fungendo lui da trequartista per il compagno Bennacer. Perché è vero che il 4-3-3 non ha il trequartista, ma sono le mezzali stesse del 4-3-3 che, a turno, possono andare a svolgere quella funzione



Il Milan dunque insiste col mantenimento in quella zona, tant’è che la sfera da Kessie ritorna sui piedi di Bennacer, ma stavolta al limite dell’area.



Di fatto i centrocampisti del Napoli sono slegati, e Insigne è troppo basso e aperto, schiacciato sulla linea dei difensori per eccessivo timore di Messias. Così sul centrodestra si profila un pericoloso uno contro uno tra Bennacer e Lobotka. L’algerino sterza ed effettua un tiro a giro velenoso sul secondo palo. Paratona di Ospina.



CONCLUSIONE - Per concludere, già contro l’Empoli otterremo da Pioli risposte molto chiare sull’argomento, in quanto dovrà affrontare tutto un altro tipo di contrapposizione difensiva. Se il Milan ha cambiato sistema o se invece si è trattato soltanto di un espediente tattico per mettere in difficoltà il Napoli di Spalletti, lo capiremo solo guardandolo giocare contro il 4-3-1-2 di Andreazzoli.