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“Més que un club”, più di una squadra: come no! Il Barcellona ci aveva provato a non giocare la partita contro il Las Palmas, e a sospendere di fatto , per quanto la riguardava, il campionato, così come è successo in tutta la Catalogna, ma ha dovuto piegare la testa. Non solo perché la Liga che governa la massima serie spagnola le avrebbe comminato una sanzione di almeno 6 punti, ma anche perché Messi e Suarez (campioni non catalani) esigevano di giocare. Per di più ha dovuto accettare che gli avversari/colleghi della Gran Canaria esibissero una visibile bandiera spagnola cucita sulle maglie. E’ finita 3 a 0 per i padroni di casa, ma la partita giocata a porte chiuse, non verrà ricordata né per i goal, né per la moviola. Forse lo sarà perché l’unico spettatore sugli spalti era la “Democrazia”, come recitava uno striscione al Camp Nou oppure perché si trattava solo di una “farsa” dentro la farsa più grande del referendum per l’indipendenza, come dice il premier spagnolo Rajoy?

Fatto sta che nella drammatica giornata di ieri per gli scontri avvenuti tra Guardia Civil e manifestanti indipendentisti, l’ “esercito disarmato della Catalogna” ( così Montalbàn definì i blaugrana)  è dovuto scendere in campo e questo per due motivi.

Il primo è che il calcio risulta sempre più sovranazionale e globalizzato, ragion per cui chi non gioca più può dire la sua come Guardiola o Puyol, ma tra gli stessi giocatori per un Piqué, fervente sostenitore del referendum e della “desconnexiò” catalana, ce ne sono altri a cui la cosa non interessa e la disconnessione la vorrebbero rispetto a prese di posizione politiche.

Il secondo motivo, assai più forte, è che oltre ai 6 punti di penalizzazione il Barca rischia assai di più: l’espulsione dalla Liga.

Ora ce lo vedete il Barcellona che gioca contro Tarragona, Girona, Lieida, Terres de l’Ebre…? D’accordo le resterebbe il derby contro l’Espanyol, ma sai che incassi, che diritti, che sponsor. Farebbe bene a traslocare direttamente nel campionato cinese, visto che lì è la squadra più amata. Già…. ma che figura! Si lotta per l’indipendenza per poi andarsene o voler continuare a giocare nella Liga dell’odiata Spagna.