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Un colpo a sorpresa che ha lasciato l’Italia calcistica nello stupore generale. Josè Mourinho è l’allenatore scelto dai Friedkin per rilanciare le ambizioni di una Roma travolta dalle critiche per un finale di stagione tutt’altro che entusiasmante. Mentre Maurizio Sarri e il suo entourage aspettavano l’incontro decisivo dopo i contatti dei mesi scorsi, la proprietà americana ha operato la mossa Kansas City: la scorsa settimana ha operato un blitz a Londra presso l’abitazione dello Special One. L’accordo è stato trovato venerdì scorso, la firma è arrivata nella giornata di lunedì. 

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VOGLIA D’ITALIA - Aveva troppa voglia di tornare in Italia, Josè. Lo aveva rimarcato a Vilar Cardoso, braccio destro di Jorge Mendes e vero artefice di questa trattativa. Tiago Pinto ha trovato subito un grande entusiasmo da parte del tecnico di Setubal e ha chiuso magistralmente, in meno di 15 giorni,  la trattativa lontano dai riflettori della stampa. La Roma e Mourinho si legano con un contratto triennale da 7 milioni netti più bonus a stagione (grazie al decreto Crescita peserà per 10 e non 14 sul bilancio giallorosso). Il Tottenham verserà altri 9 milioni al tecnico: rappresentano la buonuscita dell’accordo da 16 milioni che lo legava agli Spurs fino al 2023. 

LA ROMA AI ROMANISTI - Mourinho e Tiago Pinto sono già al lavoro per capire dove si dovrà intervenire per creare una rosa ad immagine e somiglianza del suo condottiero. Il progetto è a lungo termine, Josè non avrà l’obbligo di puntare al titolo già a partire dalla prima stagione. Ma da tecnico navigato lo Special One vuole entrare nel mondo Roma dalla porta principale. C’è l’idea di un ritorno di Daniele De Rossi con un un ruolo ben preciso nello staff tecnico. Basti ricordare che nella sua esperienza straordinaria all’Inter, Mourinho aveva affidato il ruolo di vice allenatore a una bandiera nerazzurra come Beppe Baresi. Che nella Roma giallorossa ha un nome e cognome: Francesco Totti. Tra i due esiste una stima reciproca importante, nel 2011 l’ex capitano aveva confessato il desiderio di lavorare con il tecnico portoghese. Magari lo potranno fare nella prossima stagione: uno sulla panchina, l’altro dietro a una scrivania. I Friedkin avevano già corteggiato Totti nei mesi scorsi, una suggestione che può diventare qualcosa di concreto a stretto giro di posta. Chiaramente per Francesco sarebbe una scelta da prendere dopo attente valutazioni perché da poco più di un anno ha creato un'agenzia con un altro ex giallorosso come Vincent Candela. La regia di Jorge Mendes sul mercato, l’entusiasmo dei Friedkin e il carisma di Mourinho: a Roma si sta facendo la storia.