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L'Empoli è più di una squadra di calcio. È un modo di essere, un'identità da indossare fieramente da piccoli fra i grandi del calcio italiano, un orgoglio territoriale da rivendicare e fare segno di distinzione. È anche uno straordinario esempio di longevità, quanto a permanenza nei piani alti del movimento calcistico nazionale. Perché la storia del nostro calcio è piena di provinciali che si sono affacciate nella massima serie e vi sono rimaste per un periodo di variabile ampiezza. Ma non è facile trovare un caso di così estesa durata. Perché l'Empoli ha conosciuto la Serie A per la prima volta nel 1986, e a 35 anni di distanza lotta per ritornarci dopo avere fatto su e giù più volte. Una presenza ormai strutturata, una storia di lungo corso di cui molto si conosce la dimensione calcistica. Un po' meno si sa della sua dimensione sociale e umana. Cioè di cosa sia Empoli, non l'Empoli.

Prova a colmare questa lacuna un gradevolissimo romanzo in libreria dallo scorso novembre. Lo ha scritto Elena Marmugi, empolese doc e tifosa azzurra nonché autrice presso Virgin Radio. Il titolo è “La città azzurra” (Goalbook Edizioni, prefazione di Cristiano Militello) e in quelle pagine si respira un'empolesità autentica e riconoscibilissima. Vi si racconta la storia di Alfredo, un quarantacinquenne da poco rimasto single a causa di una tumultuosa separazione e per questo costretto a tornare a vivere in casa dei genitori. Lavora presso la Sammontana, deve arginare le impiccionerie di una mamma-chioccia che pretende di risolvergli i problemi sentimentali, e intrattiene lunghi e immaginari dialoghi col poster di Vincenzo Montella in maglia dell'Empoli, che da un muro della camera da letto gli risponde in napoletano stretto. E intorno a Alfredo ci sono gli amici: quelli del bar, quelli di sempre. Tutti tifosi dell'Empoli, appartenenti a generazioni diverse ma uniti da una passione che solo chi vive da dentro può conoscere al meglio. Nella descrizione di quell'amicizia, di quei dialoghi da perdigiorno al bar, c'è uno spaccato di toscanità vera, capace di resistere al mutamento dei tempi e dei costumi.
La prospettiva di vita cambia per Alfredo quando al bar frequentato da sempre ritrova Adriana, un'ex compagna di scuola che a suo tempo lo aveva fatto palpitare e adesso torna a Empoli dopo aver chiuso con la separazione (pure lei) un capitolo della propria vita. Adriana ha anche un figlio piccolo che ha già scelto di tifare Juventus e va in giro indossando la maglia di Cristiano Ronaldo. Sicché per Alfredo si presenta una doppia sfida: conquistare la mamma e convertire il figliolo dal tifo bianconero al tifo azzurro. Quale delle due sfide sarà più difficile da coronare?
Non sciogliamo l'interrogativo per non sottrarre il piacere della lettura a chi fosse stato incuriosito dalla trama. Ci limitiamo a dire che vale proprio la pena prendersi una pausa e leggere questa storia.

(Elena Marmugi, La città azzurra, Goalbook Edizioni, pagine 186, euro 14, prefazione di Cristiano Militello).