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Una stagione calcistica alla quale bisogna disegnare un perimetro a sé. È quella devastata dall'emergenza Covid-19, con annesso sfalsamento della tempistica tarata sul ciclo temporale 1° luglio-30 giugno. Un problema nel problema per il mondo del calcio, che cerca una ripartenza il più possibile indolore. E fra le tante questioni d'incerto destino vi è quella legata alle scadenze contrattuali del 30 giugno. Un tema molto complesso perché riguarda diverse fattispecie: certamente l'esaurimento del rapporto di lavoro fra il calciatore e il club, ma anche altri casi più complessi come i prestiti secchi e quelli con diritto/obbligo di riscatto, specie se questi ultimi sono legati al maturare di bonus che dal lockdown sono stati resi inattingibili entro la data del 30 giugno. La confusione generata dall'inedita situazione ha anche scatenato una ridda di interpretazioni, molte fra le quali abbastanza creative.

Dunque per fare chiarezza Calciomercato.com ha consultato l'avvocato di diritto sportivo e agente Antonio D'Atri.“La premessa da fare – afferma D'Atri – è che l'incertezza rimane, poiché siamo davanti a una situazione inedita, di forza maggiore, e speriamo non ripetibile. Inoltre l'intervento della Fifa, effettuato tramite la comunicazione del 7 aprile, le relative linee guida, le recenti FAQ diramate, si è risolto in una serie di raccomandazioni alle quali hanno fatto seguito i provvedimenti emanati sinora dalla FIGC. Dunque siamo nel terreno delle soft law. La Fifa “propone” di adottare una proroga dei contratti in scadenza il 30 giugno e di estenderli fino alla nuova data di conclusione della stagione agonistica. Ma a quel punto la regolazione è demandata ai livelli nazionali”.

E dunque la palla viene mandata nel campo delle federazioni nazionali. Ma cosa possono fare?
“Premesso che l'accordo va trovato fra le parti (il club e il calciatore in caso di contratti in scadenza, o i club nel caso di prestiti) la Federazione, dopo aver deliberato in data 20 maggio con apposito comunicato 196/A la prosecuzione dei campionati attualmente in corso a data successiva al 30 giugno (e, segnatamente, al 20 agosto sia pur limitatamente ai tornei professionistici di Serie A, Serie B e Lega Pro, con conclusione della stagione al 31 agosto), in deroga perciò alle previsioni contenute all’art. 47 NOIF, sarebbe auspicabile intervenga a normare anche affrontando le questioni del deposito del contratto e del tesseramento del calciatore. Perché bisogna ricreare le condizioni preliminari affinché si raggiunga l'accordo”. 

Ciò significa che non possa toccare alla Figc determinare la soluzione valida per tutti, in materia di prolungamento dell'impegno contrattuale fino al termine della stagione?
“Esatto. La Figc può dettare linee guida anche raggiungendo intese con le associazioni di categoria di sportivi professionisti (calciatori allenatori…), ma stiamo parlando di accordi fra privati, e sui contenuti di tali accordi non può certo intervenire l'ente federale che può, dunque, favorire solo la creazione di quelle condizioni prodromiche affinché le Parti li rinegozino. Per dire: se il calciatore in scadenza di contratto al 30 giugno non intende prolungare l'impegno, è nel suo diritto non prolungarlo e non per questo verrebbe meno a obblighi di buona fede ripresi anche come parametro di valutazione nelle linee guida emanate dalla FIFA. Altra cosa è pensare che lo stesso calciatore, liberato dal vincolo, possa immediatamente giocare con un altro club (nella fattispecie, il club prestatore). Perché egli torni “attivo” bisognerà attendere la successiva sessione di calciomercato, dunque la conclusione della stagione 2019-20 quando si apriranno le finestre di mercato che vengono disposte dalla FIFA, e più precisamente dall’Ufficio del TMS, conformemente alle previsioni dell’RSTP, al fine di salvaguardare l’integrità delle competizioni sportive come auspicato nelle stesse linee guida della FIFA. A ciò si aggiunga che ulteriore limite a livello nazionale potrebbe essere costituito dalle delle liste a suo tempo consegnate alla Lega che impongono numeri e requisiti nella composizione particolarmente stringenti. 
Dal quadro rappresentato sembra difficile vedere specialmente un calciatore a scadenza al 30 giugno scendere in campo dal 1° luglio un calciatore, non è vero?
“Per quanto concerne il tesseramento per trasferimenti interni ossia nel perimetro nazionale, è ragionevole ritenere che versando in queste condizioni l’Ufficio tesseramento federale non potrà tesserare a decorrere da tale data per la stagione ancora in corso, proprio perché la medesima è stata prorogata in sede di Consiglio Federale al 31 agosto. Bisogna dare atto che la Figc ha già deliberato, in sede di Consiglio Federale, i termini per il deposito dei contratti preliminari (ovverosia per i giocatori a parametro zero per intenderci e non solo al fine di non essere penalizzati rispetto ad altri campionati che possano avere finestre di mercato antecedenti) dal 1° giugno al 31 agosto; ciò non significa però che possano essere tesserati da subito proprio per la nota differenza che intercorre tra contratto di prestazione sportiva e tesseramento”.

Faceva accenno alle finestre di mercato sulle quali si è resa disponibile anche la FIFA nelle sue linee guida a una certa flessibilità, non pensa che potrebbe divenire un argomento particolarmente spinoso per la prossima sessione di mercato?
“Il tema con la chiusura definitiva di taluni campionati e la prosecuzione di altri, che termineranno in periodi differenti gli uni dagli altri, sarà proprio armonizzare i periodi delle finestre di trasferimento a livello internazionale.
Il disallineamento delle date del mercato, ancorché ciò avviene già adesso a livello globale, essendo comune più che altro il periodo per i maggiori tornei a livello continentale, porrebbe problematiche in tema di negoziazioni dei calciatori e, volendo estremizzare il discorso, pure concorrenziali tra le società militanti nei diversi campionati. 
A ciò si aggiunga la problematica relativa alle uscite di calciatori per le società specialmente di quei campionati che vedranno aprirsi tra settembre e ottobre la finestra di mercato che saranno limitate, dunque, nei trasferimenti internazionali in considerazione di Paesi che hanno già chiuso le proprie finestre e non potranno, perciò, essere ricompresi tra le possibili destinazioni con la conseguenza che il calciatore ceduto a titolo temporaneo non potrebbe (usiamo il condizionale) scendere in campo e quello a scadenza con un nuovo accordo per la stagione successiva in caso di mancato rinnovo con la squadra vigente si troverebbe a essere “svincolato” o, per meglio dire, non tesserabile”. 

La situazione appare piuttosto intricata per le tante interconnessioni, cosa attendersi? 
“E tante altre tematiche, se è per questo. Ve ne sarebbero all’orizzonte, sulle quali non mi  addentro adesso, come quelle concernenti il bilancio sul quale inserire l’estensione prestiti, ovvero l’assunzione del rischio ove mai il calciatore, che magari aveva già preso un impegno dal 1° luglio, dovesse patire un infortunio, o ancora la corresponsione degli emolumenti pattuiti a far data dal 1° luglio. Attendiamo i prossimi provvedimenti della Federazione che preluderanno alle rinegoziazioni tra le Parti coinvolte allo scopo proprio di preservare l'integrità delle competizioni, come auspicato dalle linee guida della stessa FIFA.
Bisognerà infatti, a mio avviso, contemperare i diritti dei lavoratori sportivi con le esigenze (e aggiungerei i diritti spesso dimenticati) delle società allo scopo di tutelare un bene comune, ovverosia il calcio e, specificatamente, la regolarità delle competizioni anteponendo perciò l’interesse collettivo a quello individuale”.
@pippoevai