Opzionare l'acquisizione di un calciatore.  Una pratica abbastanza comune, che consente a un club di prendere una posizione di vantaggio sulla concorrenza. Funziona così: l'aspirante acquirente è interessato a un calciatore che si trova sotto contratto con un altro club, però non ha ancora deciso se acquisirne le prestazioni; e dunque sceglie di comprarsi il diritto di prelazione sull'eventuale cessione del calciatore. Il club aspirante acquirente paga una cifra al club che ha il calciatore sotto contratto, e grazie a questo versamento ha il diritto d'essere consultato per primo qualora il calciatore in questione venisse posto sul mercato. Ultimo dettaglio: l'opzione ha una durata pre-determinta. Scaduto quel lasso di tempo, il club che tiene sotto contratto il calciatore torna libero di trattarne la cessione con chiunque, senza dover prima consultare il club che aveva acquisito l'opzione. E, soprattutto, il denaro versato non torna indietro. Questo è il modo in cui funziona il meccanismo dell'opzione, e non ci sarebbe nulla di particolare su cui ragionare se non fosse che a volte le cifre impegnate per garantirsi un diritto di precedenza sono fuori scala. E che lo sono ancor di più se poi quell'opzione non viene esercitata.

Sul modo allegro di usare il diritto d'opzione, nel calcio di oggi, si potrebbe scrivere un trattato. E in quel trattato rientrerebbe di sicuro l'accordo firmato alla vigilia di Ferragosto del 2015 fra Atletico Madrid e Benfica per negoziare un'opzione su Lucas Hernández. Classe 1996, difensore in possesso di doppia nazionalità (francese e spagnola), Lucas è nazionale francese Under 21 nonché fratello di Theo Hernández, passato la scorsa estate dall'Atletico al Real. Quando l'accordo fra colchoneros e aguias viene raggiunto, Lucas Hernández ha 19 anni e è già un giovane molto quotato. Il Benfica mostra interesse per il ragazzo, l'Atletico accetta di discuterne. E tale intesa porta all'accordo di opzione. Nulla di notevole, se non fosse per la cifra esagerata che il club portoghese s'impegna a pagare per ottenere un anno di prelazione: 2,5 milioni.

Quella relativa a Lucas Hernández è una delle tante storie rese pubbliche in queste ore dalla diffusione via web di materiale riguardante il Benfica. Una valanga di documenti e messaggi di posta elettronica, diffusi attraverso siti web provvisori. Uno dopo l'altro, sono stati presi di mira personaggi di spicco dell'universo benfiquista. Dapprima è toccato a Pedro Guerra, direttore editoriale di Benfica TV e consulente del partito di centro-destra CDS-PP. Poi è stato il turno di Paulo Gonçalves, responsabile dei servizi giuridici del club. E ieri sera è toccato a Luis Bernardo, responsabile della comunicazione del club. La documentazione divulgata è in molti casi imbarazzante, e va a ingrossare un filone di rivelazioni sul potere e gli affari del Benfica che era stato inaugurato in autunno dal direttore della comunicazione del Porto, Francisco J. Marques. Ma da questa nuova ondata dei Benfica Leaks il Porto si è dissociato. Dal club dei Dragões hanno mandato a dire che non è roba loro. Il che, se possibile, rafforza il senso d'assedio che in queste settimane viene vissuto dal club encarnado. Perché evidentemente il suo sistema di protezione delle informazioni è un colabrodo, e quest'allegra circolazione di materiali delicatissimi è un fatto destabilizzante sotto ogni punto di vista.

Sui contenuti del Benfica Leaks si tornerà a più riprese. Per questa volta ci si sofferma sull'opzione relativa a Lucas Hernández, uno dei tanti affari realizzati negli anni recenti fra i due club. Che danno vita a una relazione speciale sotto la regia di Jorge Mendes. Come si legge a pagina 2 del documento, il pagamento dei 2,5 milioni viene fissato in due rate: 1,5 milioni da pagarsi il 31 luglio 2016 e 1 milione da pagarsi il 31 luglio 2017.



Questo cifra viene versata per comprare una prelazione della durata di nemmeno un anno. A pagina 3 del documento si legge che la scadenza del vincolo è fissata per il 15 maggio del 2016, e entro quella data il Benfica deve decidere se pagare 20 milioni, al netto di ogni altra spesa e senza calcolare i 2,5 milioni di opzione. 



Inoltre, si scopre che la data di partenza dell'accordo è il 1° luglio 2015. Strano, dato che in cima al contratto è ben esplicitata la data del 14 agosto 2015 per la stipula del contratto. Una retrodatazione che artifciosamente amplia di un mese e mezzo il tempo dell'opzione



Resta il fatto che allo scadere del 15 maggio 2016 il Benfica non presenta l'offerta da 20 milioni. L'opzione scade, ma il diritto dell'Atletico Madrid ai 2,5 milioni rimane. Il tutto per un calciatore che non ha mai messo piede in Portogallo, e che viista la cifra da spendere non si sarebbe mosso in nessun caso. Come viaggia allegro il denaro, lungo la rotta Madrid-Lisbona.

@pippoevai