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Il caos del Benfica lambisce anche il nuovo presidente Manuel Rui Costa. Dopo l'arresto del presidente Luís Filipe Vieira, avvenuto due giorni fa, anche all'ex numero 10 di Fiorentina e Milan è toccato vedersi proiettare addosso l'ombra del sospetto. L'impedimento del presidente lo ha portato ad assumere la carica di numero 1 del club, tutto questo ha  armato l'iniziativa di “Servir o Benfica”, un movimento dissidente di tifosi encarnados fondato nel 2013, che ha preso l'iniziativa di scrivere una lettera al Conselho Fiscal (il consiglio di sorveglianza) del club per chiedere alcuni chiarimenti. E questi chiarimenti riguardano proprio Rui Costa e un suo possibile conflitto d'interessi.

Nella lunga lettera inviata da tre componenti del movimento, fra i quali Francisco Benítez - pubblicata integralmente da molte testate portoghesi - viene prefigurata una situazione promiscua che coinvolge Rui Costa e il figlio Filipe.In particolare viene segnalato il ruolo di Footlab, una società dalle molteplici attività sul versante di calcio e tempo libero con sedi a Lisbona, Dubai e prossimamente a Gedda. Che questo laboratorio di football & entertainment sia una creatura di Rui Costa è evidente da molte delle slide ospitate dal sito. Ma c'è un altro dettaglio che merita di essere richiamato: l'indirizzo lisboeta di Footlab, ossia Avenida Engenheira Maria de Lurdes Pintassilgo, nº 2, Armazém 2 2794-054 Carnaxide, coincide con quello di 10 Invest, una società di cui Manuel Rui Costa è il principale azionista (come dimostra la breve scheda personale inserita nella relazione finanziaria di Benfica SAD relativa alla stagione 2019-20) e che controlla la stessa Footlab. Inoltre, il CEO di Footlab è Filipe Costa, come confermato dal profilo personale presente su Linkedin.


Nella lettera inviata da "Servir o Benfica" si sostiene che Footlab avrebbe intermediato i trasferimenti di alcuni calciatori e calciatrici del Benfica: Caroline Vanslambrouck, Thembi Júnior Kgatlana e Ucheibe Christy. Viene anche menzionata l'agenzia Ksirius Football Management, che secondo "Servir o Benfica" si avvarrebbe dei servizi di Filipe Costa.  Tutti questi rilievi, si sostiene nella lettera, sarebbero in contrasto con quanto stabilisce l'articolo 44 comma 4 dello statuto del Benfica, che proibisce ai componenti degli organi sociali di dar luogo, in via diretta o indiretta, a relazioni commerciali o di servizio col Benfica. Alla lettera di "Servir o Benfica" ha risposto il Conselho Fiscal con una missiva non divulgata alla stampa e della quale si conosce soltanto alcuni dettagli.
È stato specificato che le “presunte” intermediazioni condotte da Filipe Costa sarebbero avvenute prima che il padre assumesse la carica di vicepresidente, dunque prima di gennaio 2020. Soltanto da quel momento Rui Costa sarebbe dunque soggetto all'articolo 44 comma 4. Del resto, prima era soltanto il direttore sportivo del club. Alla risposta del Conselho Fiscal è stata allegata anche una nota firmata dallo stesso Rui Costa, che si è messo a questionare sul fatto che Footlab sarebbe controllata da 10 Eevents Limitada e non da 10 Invest. Inoltre Rui Costa ha sostenuto che il figlio Filipe ha partecipato alle intermediazioni menzionate ma senza ottenere vantaggi economici. Giudizio personale: abbiamo assistito a autodifese migliori. A ogni modo, il caso Benfica non si ferma qui. I suoi sviluppi sono costanti. Torneremo a occuparcene.

@pippoevai