In casa Juve non si ragiona mai sullo slancio della moda, dell'emergenza o della fretta. Marotta ha sempre detto che in assenza di qualcosa da riparare, non ci sarebbe stato bisogno di sfruttare il mercato per definizione “di riparazione”. Ed alla fine la decisione non è cambiata nemmeno dopo che si è reso necessario un intervento chirurgico per consentire a Cuadrado di superare la pubalgia, con Dybala a sua volta fermo ancora ai box e i vari Bernardeschi e Douglas Costa appena entrati in infermeria. Anche se, per Politano, l'incursione degli ultimi giorni è stata concreta al di là delle polemiche con il Napoli: operazione troppo onerosa per effettuarla solo in virtù di un'emergenza momentanea. Nella speranza che poi questa decisione di non allungare la coperta corta dell'attacco bianconero di queste settimane non si trasformi in un clamoroso rimpianto. Nessun colpo per Allegri quindi, nessun vero colpo nemmeno in prospettiva se alla fine son saltati Pellegri e Han, registrando innesti solo per la Primavera e il vivaio nel suo complesso: arrivato il '99 Leandro Fernandes dal Psv, in extremis il '98 Jakupovic dall'Empoli, prima era stato richiamato il '98 Del Sole dal Pescara. Vien da sé che, prima di aprire il mercato per la Juve che verrà con il club bianconero che dovrà cambiare marcia e fare sul serio (a cominciare da Emre Can, passando per Pellegrini e Darmian), il vero colpo di Marotta e Paratici è quello messo a segno per il bilancio: oltre 15 milioni di plusvalenze messe a segno con soli elementi usciti dal vivaio.

 

IL BILANCIOCerto, i grandi acquisti fanno sognare. Ma se la Juve è diventata quello che è oggi, uno dei motivi principali va proprio in queste valutazioni. Per inanellare il terzo bilancio in attivo di fila, senza cessioni monstre registrate in estate (Bonucci a parte), era fondamentale sfruttare la sessione di gennaio per mettere tutto a posto. E la Juve ce l'ha fatta senza perdere di vista i propri talenti migliori, perché quasi ognuna delle cessioni in questione è stata accompagnata da un diritto di riacquisto, o recompra per i nostalgici della telenovela Morata. Il tutto strizzando l'occhio alla volontà della Uefa di non vedere più club con decine e decine di tesserati. Ceduti a titolo definitivo Lirola al Sassuolo per 7 milioni, Mattiello all'Atalanta per 2,5 milioni più altrettanti di bonus (resterà in prestito alla Spal fino a giugno), Caligara al Cagliari per 2 milioni, Margiotta al Losanna per 1 milione più il 20% sulla futura rivendita, Tripaldelli ancora al Sassuolo per circa 1,5 milioni (resterà alla Juve in Primavera fino a giugno), in precedenza anche Vitale era stato venduto alla Spal in cambio del baby Di Pardo (circa 1,5 milioni di euro la valutazione). Circa 15 milioni di plusvalenze abbondanti. Non farà sognare, ma il vero colpo della Juve in questo mercato di gennaio è stato proprio questo. @NicolaBalice