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Non ci siamo stupiti che l’Inter abbia vinto il derby, e nemmeno che se lo sia preso in questo modo: netto, chiaro, schiacciante. Troppe indicazioni portavano la sfida in direzione dei nerazzurri e le avevamo elencate alla vigilia: la qualità dell’organico dei nerazzurri, superiore rispetto a quello del Milan; il momento di forma migliore; la stanchezza dei rossoneri che giovedì sera hanno giocato a Belgrado. Adesso abbiamo la sensazione che questa sfida, conquistata dalla squadra di Conte, possa rappresentare la chiave della stagione un po’ per tutti.

L’Inter acquista ancora più sicurezza e convinzione, oltre che punti di vantaggio, e non ha le coppe al contrario delle altre sei grandi (l’eliminazione dalla Champions resta una ferita aperta, ma nella corsa allo scudetto ora aiuta). Il cammino della squadra di Conte sta mettendo spalle al muro soprattutto la Juve, che non può essere considerata una rivale come le altre. Un po’ perché è la più invisa ai nerazzurri e al loro allenatore, ma soprattutto perché ha vinto gli ultimi nove scudetti. Ebbene, adesso Pirlo ha 11 punti di ritardo rispetto all’Inter. Possono diventare 5, se vincerà stasera e poi batterà il Napoli nel recupero ancora senza data, ma sono comunque tanti (e comunque quei due successi sono da conquistare). In aggiunta la Juve ha l'impegno della Champions, che catturerà le attenzioni fino alla gara di ritorno con il Porto e poi - se i bianconeri supereranno l’ostacolo - aggiungerà altri incontri sul loro cammino. Prestigiosi e dunque benvenuti, ma comunque faticosi.
Quanto al Milan, la sconfitta nel derby lo allontana in modo forse definitivo dalla vetta. Questo ovviamente non per il distacco dall’Inter - i 4 punti sono recuperabili, ci mancherebbe - ma perché si ha la sensazione che stia emergendo il reale valore dei rossoneri. I quali per tanti mesi, dal lockdown in poi, hanno viaggiato a un ritmo forsennato, ma probabilmente sono andati oltre le loro potenzialità. Adesso qualche limite nell’organico sta emergendo, nonostante gli interventi sul mercato di gennaio, e le altre si avvicinano in modo minaccioso: la Roma (prossima avversaria) è a meno 5, le brillanti Atalanta e Lazio sono a meno 6, e poi c’è la solita Juve (il Napoli appare in grande difficoltà). Il Milan, che ha perso tre delle ultime cinque gare di campionato, deve ripartire in fretta, altrimenti rischia di rimettere in discussione addirittura la qualificazione in Champions.