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Inutile girarci troppo intorno, Inter-Milan di domenica sera offre molti spunti ma sarà il derby di Ibra e Lukaku, ex compagni allo United e adesso avversari all’ombra della Madonnina. Due personalità agli apici: l’arroganza dello svedese e l’umiltà del belga, due approcci differenti con la stessa efficacia, un bivio che viaggia parallelo per poi ricongiungersi. Perché sia Ibra che Lukaku fanno emergere il meglio dal gruppo, Milan e Inter si appoggiano a loro nei momenti di difficoltà. Lo svedese impone concentrazione, il belga diffonde tranquillità. Due attaccanti che arrivano a questa sfida in momenti diversi della carriera, l’interista al pieno delle energie e il milanista ai titoli di coda di una carriera fantastica, su cui lasciare ancora un marchio a fuoco, un ruggito che significherebbe molto.

DIVO E ANTIDIVO - Lukaku segna, segna tantissimo. Per lui già venti gol in stagione. Lo faceva altrettanto bene con la maglia dei “Red Devils”, anche se il leader della squadra di Mourinho era proprio Ibrahimovic, che qualche tempo fa ha raccontato qualcosa sul rapporto con Lukaku: “Gli proposi una scommessa, gli avrei dato 50 sterline per ogni stop giusto. Rifiutò”. Questo è Ibra, ossessionato, esasperante. E questo è Lukaku, l’antidivo per eccellenza. Domenica sera saranno uno contro l’altro, uno sogna lo scudetto, l’altro rincorre una Champions ancora possibile. Obiettivi che passano dai loro gol, lo sanno bene Conte e Pioli, che non li toglierebbero mai dal campo.