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Il viso corrucciato, quasi a trattenere le lacrime, di Shevchenko dopo la sconfitta del Genoa a San Siro contro il Milan era un chiaro segnale di resa. Il tecnico ucraino sapeva che sarebbe arrivato l’esonero nonostante una prova tutto sommato convincente. La nuova proprietà americana aveva già scelto di cambiare e i contatti con Labbadia erano un segnale inconfutabile. E anche, forse, irrispettoso nei confronti di un allenatore al quale erano stati promessi dei rinforzi e un progetto pluriennale. L’annuncio del cambio in panchina è stato dato ufficialmente dal club rossoblu nella giornata di ieri ma Sheva potrebbe tornare subito sulla panchina di una importante Nazionale.

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CI PENSA LA POLONIA - Secondo quanto raccolto, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un duro diverbio tra Shevchenko e la dirigenza sulle tempistiche relative ai nuovi acquisti. L’ex pallone d’oro voleva contare fin dall’inizio di gennaio su Miranchuk e Amiri, due elementi considerati in grado di far svoltare il Genoa. Ora Andriy è in contatto con la Federcalcio polacca per assumere il ruolo di commissario tecnico della Nazionale. Il Genoa aspetta e spera considerando che Sheva è legato al club con un contratto da 2 milioni di euro netti a stagione fino al 2024.