In queste settimane sono state spese fin troppe parole sul caso del Vicenza, ormai formalmente fallito da oltre un mese. Il club veneto, per il quale è stato disposto l’esercizio provvisorio dal Tribunale di Vicenza, giocherà fino al termine della stagione sotto le direttive di Nerio De Bortoli, il curatore fallimentare scelto dalla Procura. Nel marasma complessivo della realtà vicentina, viziata anche da mesi di stipendi non pagati e promesse tradite, continua però ad esserci una grande nota positiva: la squadra. Giocatori e allenatore, infatti, si stanno rendendo protagonisti di una stagione encomiabile, interpretata con il massimo rispetto per la professione e, soprattutto, per i colori di una squadra e di una città che non meritavano il disdicevole trattamento riservato loro da una dirigenza irrispettosa della storia del club. I tre punti strappati sul campo della Feralpisalò, seconda in classifica prima della sfida col Vicenza, sono il manifesto di una squadra composta da grandi uomini, che stanno dando una lezione importante al calcio italiano. 

GIRONE A -
Prosegue l’ottimo momento di forma dell’Alessandria, che esce con un punto prezioso dal delicato scontro con la Robur Siena. I bianconeri, secondi alle spalle del Livorno, si sono presentati in Piemonte con la necessità di portare a casa i tre punti per accorciare ulteriormente sulla capolista, ma gli uomini di Marcolini hanno saputo reggere, portando a casa un pareggio fondamentale nella corsa ai playoff e in chiave morale. Ora sono sei i risultati utili consecutivi dell’Alessandria, che sta dimostrando di essere la squadra più in forma del campionato in questo 2018. Si rilancia in classifica anche il Pisa che approfitta del mini-stop delle prime della classe per portarsi a -2 proprio dal Siena; i nerazzurri hanno ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo nella sfida con il Cuneo e si sono portati al terzo posto solitario, superando la Viterbese, bloccata sul pareggio dalla Giana Erminio. 

CRISI LIVORNO - A sorprendere sempre di più nel Girone A è il percorso zoppicante del Livorno, mattatore assoluto della prima parte di campionato, che si è reso protagonista di un 2018, fin qui, da incubo. Gli amaranto, ampiamente incensati durante il girone d’andata per il livello di gioco espresso e per i risultati ottenuti, stanno vivendo un momento di flessione evidente: l’ultima vittoria, infatti, risale addirittura allo scorso 23 dicembre. Oltre un mese senza successi e un 2018 che ha regalato appena due punti agli uomini di Sottil, che hanno visto assottigliarsi fino a 6 punti il distacco dalle inseguitrici. E se un calo era per forza di cose preventivabile, visto il ritmo forsennato tenuto nei primi mesi, ora il Livorno deve tornare a vincere per poter conservare un margine rassicurante in vista degli ultimi mesi di campionato, che sono sempre i più imprevedibili. Dopo diversi mesi di passerella, sono arrivate le prime vere difficoltà, e proprio in questo momento il gruppo dovrà dimostrare di essere maturo e di meritare un posto in Serie B...

Risultati: Alessandria-Robur Siena 1-1, Arzachena-Piacenza 3-0, Carrarese-Monza 1-0, Gavorrano-Prato 1-1, Giana Erminio-Viterbese 0-0, Lucchese-Arezzo 1-1, Pisa-Cuneo 1-0, Pistoiese-Livorno 1-1, Pontedera-Olbia 1-0. Riposava: Pro Piacenza.

Classifica: Livorno 51 punti; Robur Siena 45; Pisa 43; Viterbese 42; Giana Erminio 34; Monza 33; Carrarese 32; Alessandria e Olbia 31; Arzachena e Pistoiese 30; Arezzo (-1) e Piacenza 29; Pontedera 27; Lucchese 26; Pro Piacenza 24; Cuneo 21; Gavorrano e Prato 15.

GIRONE B - Sfida di cartello del weekend quella tra Padova, primo, e Sambenedettese, seconda. La partita, che poteva essere decisiva per la riapertura del campionato, si è chiusa con un nulla di fatto che regala un sorriso alla capolista. L’1-1, infatti, permette al Padova di mantenere 8 punti di vantaggio sulle inseguitrici quando mancano pochi mesi alla fine del campionato; lo scenario della promozione diretta si fa sempre più concreto, sia per i meriti della squadra che veneta, che per i demeriti delle dirette concorrenti. In un weekend che poteva essere propizio, infatti, si sono fermate sia Renate che Feralpisalò, che hanno perso l’occasione di accorciare sulla capolista impegnata nella super sfida con la Sambenedettese. I nerazzurri sono caduti a sorpresa sul campo della Reggiana, mentre la Feralpi è stata spazzata via dal cuore del Vicenza nella settimana che, con ogni probabilità, ha sancito la promozione diretta del Padova. 

VICENZA DA LIBRI DI STORIA - Quella che si sta scrivendo a Vicenza in questi mesi è una pagina nera, nerissima della storia del calcio. Il fallimento del club è una ferita non solo per la città, ma anche per tutti gli amanti del pallone, che mai vorrebbero vedere in ginocchio una squadra per motivi puramente economici. Risultati e sconfitte sono quelli che si ottengono sul campo, non nelle aule di un tribunale. Ecco perché l’ultimo mese del Vicenza è a due facce: una, quella societaria, sfregiata dalle vicende extracampo, l’altra, quella della squadra, meritevole di un plauso per i risultati ottenuti nel rettangolo verde (tre vittorie e due pareggi nelle ultime sei di campionato). Continuare a lottare senza essere pagati, senza essere tutelati da chi di competenza e senza essere messi in condizione di lavorare serenamente è una prerogativa di grandi uomini, prima che di grandi calciatori. In tanti sarebbero scappati a gambe levate, soprattutto in tempo di mercato, ma il Vicenza, quello che scende in campo, è rimasto unito e compatto e ha regalato tante gioie ad una città che di motivi per sorridere ne avrebbe avuti ben pochi. La vittoria sulla Feralpisalò, tra le squadre più lanciate del girone, è la giusta ricompensa per questo gruppo, che ha annichilito gli avversari su un campo nel quale poche squadre hanno fatto bottino pieno. Il 3-1 finale permette al Vicenza di arrivare ad un punto dalla zona playoff e, perché no, continuare a portare avanti sul campo quei sogni che una dirigenza malsana ha provato a strappare a tutta la città. 

Risultati: Gubbio-Albinoleffe 2-2, Teramo-Pordenone 0-1, Reggiana-Renate 2-1, Padova-Sambenedettese 1-1, Fermana-Santarcangelo , Bassano-Sudtirol 1-0, Feralpisalò-Vicenza 1-3, Triestina-Mestre 0-0. Riposavano: Fano e Ravenna.

Classifica: Padova 42 punti; Sambenedettese 34; Feralpisalò e Renate 33; Bassano e Reggiana 32; Südtirol* 31; Albinoleffe e Pordenone* 30; Mestre 27; Fermana, Triestina e Vicenza 27; Gubbio 24; Ravenna e Santarcangelo (-1) 23; Teramo 22; Fano 16. * = 1 partita in meno; Modena escluso dal campionato

GIRONE C - Nel turno di riposo scontato dal Trapani, Lecce e Catania prendono il volo e staccano l’altra grande del campionato, ora a -8 dagli etnei e a -12 dai giallorossi. Le prime della classe continuano a fare un altro sport rispetto al resto delle squadre e restano le uniche Serie pretendenti alla promozione diretta. Il Lecce ha sbrigato con serenità la pratica Catanzaro, mantenendo quattro punti di vantaggio sul Catania che in questo campionato è sempre stato costretto ad inseguire. Nonostante la vittoria sulla Fidelis Andria, infatti, gli uomini di Lucarelli vedono ancora relativamente lontana la vetta della classifica. A pochi mesi dalla fine del campionato prosegue il duello tra Lecce e Catania, protagoniste di una stagione di altissimo livello in un Girone complicato che è un ottimo test in vista della prossima Serie B, traguardo alla portata di entrambe le squadre. Anche se una dovrà, per forza di cose, passare attraverso i playoff. Alle spalle della coppia di testa rallenta anche il Siracusa, fermato sullo 0-0 dal Cosenza è sempre più distante dalla vetta; pareggiano anche Rende e Matera che non riescono quindi ad agganciare il quarto posto in classifica. 

Risultati: Akragas-Casertana 1-1, Cosenza-Siracusa 0-0, Fidelis Andria-Catania 0-2, Juve Stabia-Paganese 1-1, Lecce-Catanzaro 3-1, Matera-Monopoli 1-1, Reggina-Racing Fondi 0-0, Sicula Leonzio-Bisceglie 3-1, Virtus Francavilla-Rende 0-0. Riposava: Trapani.

Classifica: Lecce 52 punti; Catania 48; 
Trapani 40; Siracusa 36; Rende 35; Cosenza e Matera(-1) 34; Monopoli e Virtus Francavilla 31; Juve Stabia 30; Catanzaro (-1) 28; Bisceglie 27; Reggina e Sicula Leonzio 26; Racing Fondi 23; Casertana e Fidelis Andria (-1) 22; Paganese 20; Akragas (-3) 11.