Commenta per primo

Giancarlo Abete, presidente della Figc, parla ai microfoni di Radio Anch'Io Lo Sport in onda su RadioRai. Numerosi gli argomenti toccati dal massimo dirigente federale. 

Balotelli assente all'incontro della Nazionale con il ministro Kyenge: "Volevamo una delegazione della squadra, non era una convocazione. C'erano comunque giocatori di qualità, ma il ministro sarebbe stato felice d'incontrarlo". 

La Nazionale domani allo Juventus Stadium: "Andiamo allo Juventus Stadium con grande felicità in una città che ci ha sempre visto protagonisti e dove ha sede una società fra le più importanti del calcio italiano che da sempre regala giocatori alla Nazionale".

Il futuro di Prandelli: "Le sue sono parole che vanno sulla strada della programmazione, sia per la Federazione che per il tecnico. Non abbiamo avviato contatti con nessun tecnico. Dopo la qualificazione al Mondiale ci vedremo con Prandelli e ragioneremo del nostro futuro. Detto questo ci sarà sempre grande trasparenza da parte nostra perché non siamo la dirigenza di un club. Prandelli continua è un'ipotesi? E' un discorso aperto. Parlerò con lui per capire quali sono le sue intenzioni. Noi siamo molto legati a lui e lui a noi. E' un libro aperto, non è una situazione definita".

L'Under 21: "Ero a Rieti per la partita con il Belgio dove gli avversari ci sono stati superiori. Il Belgio vive un momento molto positivo anche a livello di Nazionale maggiore in ottica qualificazione al Mondiale. Noi invece siamo in una fase di rinnovamento, stiamo ancora amalgamando un gruppo nuovo dopo l'Europeo Under21. Speriamo che nonostante i tempi stretti si possa lavorare bene. Zeman all'Under21? Zeman è un maestro di calcio, ma noi un maestro lo abbiamo già ed è Arrigo Sacchi, coordinatore delle Nazionali giovanili, che vive quotidianamente l'Under21 e che lavora di concerto con Di Biagio". 

Troppi stranieri in Italia: "Sono d'accordo. Negli ultimi anni c'è stata un'impennata di giocatori non selezionabili per la nostra Nazionale e questo dimostra che molte delle nostre società hanno scelto di non puntare sui nostri ragazzi, sia per problematiche economiche sia di risultati".

 

Get Adobe Flash player