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  • Il giorno di 'Le Roi' Platini e di tanti portieri: dall'impiegato dell'Ikea Lupatelli al 'vecchio' Mondragon

    Il giorno di 'Le Roi' Platini e di tanti portieri: dall'impiegato dell'Ikea Lupatelli al 'vecchio' Mondragon

    Buon compleanno a 

    “Le Roi” MICHEL PLATINI, 1955, ex Presidente squalificato dell'UEFA

    Oggi, però, è anche una giornata di portieri, per cui facciamo gli auguri a

    FLAVIO ROMA, 1974, nato proprio a Roma, ex portiere di Lazio, Mantova, Venezia, Fiorenzuola, Foggia, Chievo, Piacenza, Monaco, Milan. Ha debuttato in serie A col Piacenza il 29 agosto 1999 proprio contro la Roma. Ha giocato 3 partite con la Nazionale di Lippi. Nell'estate 2009 sembrava in procinto di passare alla Roma.

    CRISTIANO LUPATELLI, 1978, detto “Lupo”ex portiere di Fidelis Andria, Roma, Chievo, Fiorentina, Parma, Palermo, Cagliari, Bologna, Genoa e ha chiuso a luglio 2015 con la Fiorentina, dove è attualmente preparatore dei portieri della Primavera. Negli ultimi anni in viola era particolarmente apprezzato per le sue doti di uomo spogliatoio: "Cristiano è stato il nostro punto di partenza questa estate è colui che dà l'esempio, mette allegria al gruppo" (Daniele Pradè); "Lui è un ragazzo meraviglioso, nel calcio stanno mancando giocatori così,che aiutano il gruppo, che si impegnano, che hanno l'entusiasmo di un ragazzino" (Eduardo Macia). Nella stessa conferenza stampa del marzo 2013 in cui venne annunciato il rinnovo del suo contratto fecero irruzione i compagni  Pasqual, Aquilani, Viviano e Migliaccio con la cartolina con la foto di Lupatelli per avere il suo autografo e dicendosi dispiaciuti per il suo l'addio al calcio giocato. Lui ribattè  che non era vero e che sarebbe rimasto ancora un anno alla Fiorentina, nonostante avesse avuto forti pressioni da una famosa squadra del nord Europa: l'Ikea. “Ho deciso di diventare portiere da bambino, avevo 8-9 anni e cominciavo ad allenarmi e avvicinarmi al mondo del calcio. Ricordo un particolare che mi aveva colpito: durante l’allenamento la squadra veniva divisa tra calciatori e portieri. I calciatori si allenavano sul campo in terra battuta, mentre i portieri avevano un loro spazio nel campo in erba. Allora mi ero detto: “Meglio quello in erba…”. Anche questo ha influito sulla mia scelta di diventare un portiere! “
    Ha vinto uno scudetto con la Roma nel 2000-01.



    FARYD MONDRAGON, 1971, ex portiere colombiano. È stato il giocatore più anziano ad aver giocato in una fase finale del Mondiale (43 anni e 2 giorni nel 2014). A gennaio avrebbe tentato il suicidio con una dose massiccia di antidepressivi.

    LUCA ANANIA, 1980, detto “Giaguaro”ex portiere di Lecco, Pro Sesto, Pro Vercelli, Avellino, Lecce, Catanzaro, Grosseto, Pavia, Ravenna, Pescara (l'anno della promozione con Zeman), Padova, Livorno, Catania. Si è ritirato nel 2014. Dal 9 ottobre 2015 è diventato allenatore della Pro Vigevano, in Eccellenza. Il suo dolce preferito è il tiramisù e ha un labrador di nome Nerone.

    PAOLO TORNAGHI, 1988, portiere italiano del Vancouver..Cresciuto nell'Inter, poi inprestito Como e Rimini è andato a cercare fortuna in America, ma a inizio carriera, non alla fine come tanti altri suoi colleghi. Ha giocato nei Chicago Fire e prima di riaccasarsi in Canada è stato in prova in Finlandia presso  l'HJK Helsinki “E' lampante come il nostro calcio stia vivendo un momento di grossa difficoltà. Se società di grande livello e storia devono ricorrere a ridimensionamenti possiamo immaginare cosa stia succedendo nelle squadre di medio e basso livello, in categorie come Serie B e Lega Pro. I giovani italiani che emigrano, nel calcio come in altri settori, lo fanno perché sono obbligati. Vedono in altri paesi opportunità che in Italia ora è difficile trovare. In Italia troppo si è pensato e si pensa che chi viene dall'estero sia meglio di chi è nato e cresciuto Italia. Questa idea ha danneggiato tantissimo i giovani italiani in favore di giocatori stranieri arrivati nei nostri campionati con contratti anche importanti ma senza aver dimostrato ancora il proprio valore".

    Buon compleanno anche a

    DAVIDE BOMBARDINI, 1974, ex centrocampista Imola, Pisa, Cesena, Castel di Sangro, Lanciano, Benevento, Reggina, Atletico Catania, Acireale, Palermo, Roma, Salernitana, Atalanta, Bologna, AlbinoLeffe. Ha chiuso nel 2011, quando ad agosto viene squalificato per 6 mesi per omessa denuncia relativa alla partita AlbinoLeffe-Siena. Nel febbraio 2015 la procura di Cremona lo ha inserito nei 130 indagati per frode sportiva. 
    Il 21 marzo 2011 fu squalificato per 8 giornate, poi ridotte a 5, per aver spinto l'arbitro nella partita di due giorni prima col Portogruaro, rivolgendogli anche frasi ingiuriose dopo l'espulsione rimediata per simulazioni e proteste successive al cartellino giallo
    "Ho giocato in tutti i ruoli fuorché il portiere. Ho iniziato come ala sinistra, poi a centrocampo, seconda punta. Ho giocato anche come terzino, me lo chiese Arrigoni. Poi dopo come centrale nella difesa a tre. Ho fatto tutto ma mai per sacrificio, fondamentalmente per mettermi a disposizione delle esigenze della squadra. Poi a Bologna c'erano avanti Osvaldo e Di Vaio, quando li toglievi mai quei due là". 
    So che alcuni lettori non amano il gossip, ma purtroppo per loro non posso ignorare che ha avuto una relazione con l'ex velina Giorgia Palmas, vincitrice anche di un'edizione de “L'isola dei famosi”. Proprio mentre lei era in Honduras per il reality esotico, lui fu beccato dai paparazzi in compagnia di una concorrente de "La pupa e il secchione” e a Stefano Bettarini, anch'egli in piacevole compagnia. Insieme hanno avuto una figlia nel 2008
    Attualmente fa l'imprenditore edile a Milano. 

    CICCIO CORDOVA, 1944, ex centrocampista di Salernitana, Catania, Inter, Brescia, Roma, Lazio, Avellino. Smise nel 1980 dopo essere stato squalificato per un anno e 2 mesi a seguito del suo coinvolgimento nel calcioscommesse. Mentre giocava nella Roma diventò genero del presidente Marchini, sposandone la figlia, l'attrice Simona. Dal 2001 al 2002 è stato anche sposato con l'attrice napoletana Maurisa Laurito. Le due avevano lavorato insieme nella trasmissione di Arbore “Quelli della notte”."Quando ho sposato Simona non lo feci per soldi come dissero. Sennò lo avrei fatto a Milano... Una grande storia quella con la Marchini. D’amore. Ho cresciuto sua figlia, Roberta che ora è una donna. Ho sposato la Laurito, ma non per scherzo. Un mese e mezzo e via. Troppo diverso da Marisa. Mi sono svegliato e non sono tornato più a casa». 
    Anzalone, che era succeduto a Marchini, come Presidente giallorosso, a fine campionato 1975-76 decise di venderlo al Verona. Lui rifiutò il trasferimento e si accordò clamorosamente con la Lazio. «Io sono romanista.  Non sarei mai andato, non volevo. Mi hanno costretto. Si comportarono malissimo con me e io per orgoglio, dispetto, puntiglio rifiutai il Verona e scelsi la Lazio. Della mia vita rifarei tutto, anche quello". 
    E' un accanito pokerista. Salvatore Buzzi uno dei boss di Roma Capitale, nella sua deposizione ai magistrati lo ha coinvolto nello scandalo della gestione dell'emergenza immigrati  «Qui c’è il Tevere  e proprio qui c’è questo complesso, dove ci sono otto padiglioni, di cui il primo è diventato il C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto. È una situazione invivibile. Dentro cose che se le avessi fatte io come coop mi avrebbero arrestato, quindi incominciamo a fare il sopralluogo e c’era il problema della mensa perché noi avevamo offerto 21 euro perché eravamo convinti con i nostri fornitori di avere un prezzo di cinque, sei euro». Buzzi vorrebbe installare una mensa per abbattere i costi, ma la logistica lo impedisce e l’unica alternativa è la mensa dell’Inail costruita qualche metro più in la del Cara. «E quindi ci imbattiamo in Ciccio Cordova». Pm: E chi è?. Buzzi: «Non conoscete Ciccio Cordova?». Pm: Ah, il vecchio capitano della Roma? Buzzi: «Bravo, passiamo da Totti a Cordova (...). Ci imbattiamo con Ciccio Cordova perché se noi non riusciamo a mettere la mensa lì perchè lì c’è la tenda con gli immigrati, eravamo costretti a rivolgerci alla mensa che lavorava per l’Inail. E la mensa che lavorava per l’Inail e che utilizzava anche una parte dei locali che era diventato il Cara era la mensa di Ciccio Cordova, che la gestiva Ciccio Cordova. Ciccio Cordova aveva vinto questo appalto con l’Inail in tempi lontani, però quando gli arrivano gli immigrati fa 13 al totocalcio perchè un conto è che fai da mangià per 100 impiegati o quando c’è movimento. Lì arrivano 600 immigratin e insomma è una festa. E quindi noi ci trovammo a combatte con Ciccio Cordova. Che ci diceva lui? "A me fate come ve pare so' 600 immigrati, so' 500, so' 800, a me me dovete dà 130.000 euro al mese". E noi cominciammo questa lunga trattativa (...) poi ovviamente nella mensa ci lavoravano tutte le dipendenti del teritorio (...) noi non potevamo cede a ’sta cifra, 130, perché per noi diventava antieconomico a 21 euro. Quindi c’abbiamo Ciccio Cordova monopolista». Il gioco rischia di essere poco redditizio e Buzzi chiede l’intervento di Carminati affinché spinga su Ietto per abbandonare la pista subappalto e provvedere con una mensa costruita ad hoc. «Ma Ietto era pauroso – racconta ancora Buzzi - Alla fine siamo costretti a fare l’accordo con Ciccio Cordova e noi che pagavamo i nostri pasti a sei euro siamo costretti a pagarli 7,50 euro o 8 euro per raggiungere i famosi 130.000 euro al mese che gli servivano a lui per vivere». I magistrati lo hanno però ritenuto un testimone non attendibile. 
    Ha vinto lo scudetto con l'Inter,  nel 1965-66, giocando peraltro una sola partita, a Napoli il 22 maggio 1966. Il mago pensò di aver trovato un nuovo Mariolino Corso, per certi versi addirittura più completo, in quanto sapeva usare tutti e due i piedi. Ma il suo carattere irrequieto e le sue bizzarrie comportamentali non si sposarono con la disciplina imposta dal mago e con lo spogliatoio interista.
    La curva Sud lo menzionava nel coro “Ciccio Cordova, Cappellini, Del Sol, ogni tiro è un gol!” «Non ho mai dormito. Da calciatore facevo le cinque nei locali. Non bevevo, mi divertivo. Non mi serviva riposare. Tanto quella Roma giocava per il nono posto. Per l’undicesimo. Magari contro la Ternana o l’Ascoli per non retrocedere. Per quei traguardi potevo anche far tardi e saltare un paio di allenamenti. Bastava. Se avessi potuto giocare per lo scudetto, sarei rimasto a letto anche quattro giorni di fila». Fumava, e fuma, un pacchetto di Marlboro al giorno.

    Auguri, infine a 

    GAEL KAKUTA, 1991, centrocampista/attaccante francese dell'Hebei China Fortune. Da gennaio a giugno 2014 è stato in prestito (era di proprietà del Chelsea) alla Lazio, giocando i 22 minuti finali in Europa League nella sconfitta casalinga col Ludogorets e gli ultimi 4 minuti dell'altra sconfitta casalinga in campionato con l'Atalanta.

    ACCURSIO BENTIVEGNA, 1996, ala destra del Palermo.
    GIUSEPPE TORROMINO, 1988, ala destra del Crotone.
    FRANCESCO DE ROSE, 1987, centrocampista del Matera.
    PASQUALE MAIORNO, 1989, attaccante della Cremonese.
    PIETRO BACCOLO, 1990, centrocampista del Messina.
    LUCA VERNA, 1993, centrocampista del Pisa, in prestito dalla Virtus Lanciano.

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